Test di accesso · MatematicaPreparazione ai corsi a numero chiuso

Sessanta quesiti, cento minuti, una sola occasione

Il test di accesso non premia chi sa più formule: premia chi riconosce in fretta la struttura di un problema e sceglie la strada più corta. Questo percorso ti allena a fare esattamente questo, argomento per argomento, dalla teoria al quiz cronometrato.

Che cosa costruiremo insieme

I quesiti di matematica dei test a numero chiuso — medicina, veterinaria, professioni sanitarie, ingegneria, architettura — ruotano da anni intorno a un nucleo di argomenti sorprendentemente stabile. Non è un programma sterminato: è un insieme ristretto di schemi ricorrenti. Riconoscerli è metà del lavoro; l'altra metà è saperli eseguire in fretta e senza errori di distrazione.

La regola d'oro del test
Un quesito a risposta multipla non chiede una dimostrazione: chiede la risposta giusta nel minor tempo possibile. Spesso la via più breve non è il calcolo completo, ma un ragionamento sulle alternative: escludere l'assurdo, stimare l'ordine di grandezza, sostituire un numero comodo. Ogni scheda ti mostra sia il metodo rigoroso sia la scorciatoia da test.

I sei filoni

1 · Insiemi, logica e percentuali 2 · Equazioni: 2º grado, esponenziali, logaritmiche 3 · Funzioni, esponenziali e logaritmi 4 · Geometria euclidea e analitica 5 · Goniometria e trigonometria 6 · Probabilità, dati e conteggio

Ogni filone ha quattro momenti: Teoria essenziale, con le formule che servono davvero e i tranelli tipici; Simulazione interattiva in cui muovi tu i parametri e vedi la formula reagire; Esercizi a difficoltà crescente con indizi che compaiono solo quando li chiedi; Test a risposta multipla con correzione immediata. Alla fine ti aspetta il Quiz finale: trentasei quesiti misti sui sei filoni, cronometrabili come all'esame, dove le risposte compaiono solo alla consegna.

Il lavoro da svolgere

Questo non è un testo da leggere passivamente: è una palestra. Il lavoro consiste nell'attraversare ogni filone nelle sue quattro fasi, nell'ordine — perché ciascuna prepara la successiva — e nel tornare indietro ogni volta che il test ti segnala una lacuna.

Obiettivi di apprendimento

Al termine del percorso dovresti essere in grado di:

  • tradurre un testo in linguaggio matematico, scegliendo lo strumento giusto: insiemi quando le alternative sono compatibili, diagramma ad albero quando si escludono a vicenda;
  • risolvere equazioni di secondo grado, biquadratiche, esponenziali e logaritmiche riconducendole tutte allo stesso schema con una sostituzione;
  • leggere un grafico per contare le soluzioni di \(f(x)=k\) senza risolvere l'equazione;
  • calcolare aree e angoli combinando figure elementari, e usare la parabola per i problemi di massimo;
  • orientarti sulla circonferenza goniometrica: seno come ordinata, coseno come ascissa, segni nei quattro quadranti;
  • maneggiare percentuali, probabilità, tabelle a doppia entrata e conteggi combinatori con la sicurezza necessaria a rispondere in meno di due minuti.

Come procedere, in quattro fasi

① Teoria — leggi con carta e penna a fianco ② Simulazione — prevedi, poi muovi il cursore ③ Esercizi — sbaglia prima di chiedere l'indizio ④ Test — verifica e capisci l'errore

Nella teoria fermati a ogni formula e prova a rifarne il ragionamento. Nella simulazione non limitarti a guardare: prima di spostare un cursore, prevedi che cosa succederà, poi controlla — è lì che si impara. Negli esercizi concediti di sbagliare prima di chiedere aiuto: gli indizi compaiono uno per volta apposta. Il test non serve a darti un voto, ma a mostrarti dove tornare indietro.

Prerequisiti
Il programma del biennio e del terzo anno: frazioni, potenze, equazioni di primo e secondo grado, il teorema di Pitagora. Tutto il resto — logaritmi, goniometria, probabilità — si costruisce qui da zero, nella misura in cui serve al test.
Come valutarti
Non contare solo le risposte esatte: cronometrati. Al test hai circa un minuto e mezzo a quesito contando tutte le materie. Un esercizio risolto in cinque minuti, all'esame, è un esercizio perso: vale come un errore.

Il metodo: quattro abitudini che valgono punti

Prima ancora della matematica, ci sono quattro abitudini che al test fanno la differenza. Sembrano banali: sono esattamente ciò che distingue chi finisce in tempo da chi resta indietro.

① Prima ricava, poi leggi la domanda

Leggi il testo fino in fondo una prima volta e ricava tutte le informazioni che contiene, marcandole sulla figura o a margine: questo angolo è retto, questo raggio vale \(r\), questo triangolo è isoscele. Solo dopo torna alla domanda. Se leggi prima la domanda, tenderai a cercare "la formula per quella cosa lì" e ti perderai i dati nascosti nel testo — che sono quasi sempre la chiave.

② Valuta il costo prima di partire

Appena capito il quesito, stima quanto ti costerà: dieci secondi (intuizione immediata), due minuti (ragionando sulle alternative), cinque minuti (risoluzione completa). Se il conto è alto, salta e torna dopo: un quesito facile lasciato indietro vale quanto uno difficile risolto, e costa un decimo del tempo.

③ Guarda le alternative: sono parte del problema

Le cinque opzioni non sono un dettaglio, sono dati aggiuntivi. A volte quattro sono assurde per ordine di grandezza o per segno, e la risposta si trova per esclusione in pochi secondi. Quando i valori proposti sono semplici, conviene andare dal risultato al testo — sostituirli e vedere quale funziona — invece di risolvere l'equazione.

④ Il criterio del caso peggiore

Quando un quesito chiede "quanti ne devo prendere per essere certo di…", non stai facendo un calcolo di probabilità: stai ragionando sul caso più sfortunato possibile. Immagina che l'universo giochi contro di te e ti dia sempre l'oggetto sbagliato, finché non è costretto a darti quello giusto. È lo stesso ragionamento dei guanti presi al buio o delle scatole difettose da ispezionare.

Tre errori che costano più di quanto sembri
Rispondere alla domanda sbagliata (calcoli l'area quando chiedeva il perimetro): rileggi sempre l'ultima riga prima di segnare. Confondere percentuale e frazione del rimanente: "il 40% del resto" non è "il 40% del totale". Dimenticare le soluzioni non accettabili: un'esponenziale non può dare valori negativi, un logaritmo richiede argomento positivo, una lunghezza non è mai negativa.

Nota storica sugli argomenti

Gli argomenti che troverai in queste sei schede hanno storie lontanissime tra loro, e messi in fila raccontano quasi tremila anni di pensiero matematico. Non è erudizione inutile: sapere da quale problema è nato uno strumento aiuta a ricordare a che cosa serve.

La geometria è la più antica: nasce come tecnica di misura dei campi lungo il Nilo e diventa scienza deduttiva con Euclide, che intorno al 300 a.C. raccoglie negli Elementi tutto il sapere geometrico greco in una catena di teoremi dedotti da cinque postulati. È il libro di testo più longevo della storia: si è studiato praticamente immutato per oltre duemila anni. Poco dopo Archimede calcola aree e volumi con metodi che anticipano l'analisi, e stringe \(\pi\) tra \(3+\frac{10}{71}\) e \(3+\frac{1}{7}\).

La trigonometria nasce da un'esigenza pratica: misurare il cielo. Ipparco di Nicea (II sec. a.C.) compila la prima tavola di corde per prevedere le posizioni degli astri, e Tolomeo la perfeziona nell'Almagesto. La parola "seno" è frutto di un curioso equivoco di traduzione: il sanscrito jyā ("corda dell'arco") diventa in arabo jiba, letto poi come jaib ("insenatura, seno"), e tradotto in latino con sinus. Il seno che scrivi sul foglio conserva l'errore di un traduttore del XII secolo.

L'algebra ha una data di nascita e un nome: intorno all'820, a Baghdad, al-Khwārizmī scrive il trattato al-jabr wa'l-muqābala — "il ricomporre e il bilanciare" — dedicato alla soluzione sistematica delle equazioni. Da al-jabr viene la parola algebra; dal nome latinizzato dell'autore, algorismus, viene la parola algoritmo. Le equazioni di terzo grado saranno poi al centro della più celebre disputa della matematica italiana, tra Tartaglia e Cardano, nella Bologna del Cinquecento.

I logaritmi nascono nel 1614 da un problema di fatica: gli astronomi passavano giornate a moltiplicare numeri di dieci cifre. John Napier (Nepero) inventa uno strumento che trasforma le moltiplicazioni in addizioni, e Laplace dirà che l'invenzione "raddoppiò la vita degli astronomi". Il numero \(e\), che compare come base naturale, sarà battezzato e studiato da Eulero nel Settecento — lo stesso che ci lascia la notazione \(f(x)\) e l'idea moderna di funzione.

Gli insiemi sono i più giovani di tutti: Georg Cantor li introduce tra il 1874 e il 1897 studiando l'infinito, con risultati così controintuitivi da essere osteggiati per decenni. I diagrammi che userai per i quesiti sui "70% che mangiano pizza" li disegna nel 1880 il logico inglese John Venn. E la probabilità, come sai, nasce nel 1654 da una domanda sul gioco d'azzardo posta da un giocatore a Pascal, per diventare scienza rigorosa solo nel 1933 con gli assiomi di Kolmogorov.

300 a.C.Euclide pubblica gli Elementi: la geometria diventa una scienza deduttiva fondata su postulati.
II sec. a.C.Ipparco costruisce la prima tavola trigonometrica per calcolare le posizioni degli astri.
c. 820al-Khwārizmī fonda l'algebra come disciplina autonoma: nascono le parole algebra e algoritmo.
1545Cardano pubblica nell'Ars Magna le formule risolutive di terzo e quarto grado, al centro della disputa con Tartaglia.
1614Nepero introduce i logaritmi: le moltiplicazioni diventano addizioni.
1637Cartesio unisce algebra e geometria: nasce il piano cartesiano e con esso la geometria analitica.
1654Pascal e Fermat, per un problema sul gioco d'azzardo, fondano il calcolo delle probabilità.
1748Eulero sistema il concetto di funzione, il numero \(e\) e la goniometria moderna.
1880John Venn introduce i diagrammi che portano il suo nome.
1933Kolmogorov fonda la probabilità su tre assiomi: la teoria assume la forma rigorosa che studiamo oggi.
Come usare questo percorso
Non serve leggere tutto di seguito. Puoi partire dal filone che ti spaventa di più, provare subito la simulazione e tornare alla teoria quando una domanda ti nasce spontanea. Un consiglio pratico: affronta il quiz finale una prima volta all'inizio, anche senza aver studiato — ti dirà con precisione da dove cominciare — e una seconda volta alla fine, per misurare quanto sei migliorato.

Insiemi, logica e percentuali

È il filone più sottovalutato e il più redditizio: quesiti che sembrano indovinelli si risolvono in trenta secondi con un disegno. Tutto il segreto sta in una domanda sola, da porsi prima di scrivere qualsiasi conto: le alternative in gioco possono coesistere oppure si escludono a vicenda?

La scelta che decide tutto: insiemi o albero?

Davanti a un problema con più categorie, la prima mossa non è calcolare ma scegliere lo strumento di rappresentazione. La regola è netta:

Alternative compatibili → insiemi
Se una stessa persona può stare in più categorie insieme (chi porta il berretto può portare anche la sciarpa; chi è avvocato può amare la montagna), usa i diagrammi di Venn. Il punto critico sarà la zona di sovrapposizione.
Alternative incompatibili → albero
Se le categorie si escludono e il problema procede per fasi successive (prima spendo per l'affitto, poi sul rimanente per il cibo; prima scelgo l'antipasto, poi il primo), usa il diagramma ad albero: si moltiplica lungo i rami.

Sbagliare strumento è l'errore più costoso di tutto il test: porta a sommare ciò che andava moltiplicato, o a contare due volte le persone che stanno in entrambe le categorie.

Insiemi: le quattro regioni e il principio di inclusione-esclusione

Due insiemi \(A\) e \(B\) dentro un universo \(\Omega\) dividono il mondo in quattro regioni e non una di più: solo \(A\), solo \(B\), entrambi (\(A\cap B\)), nessuno dei due. Chi impara a compilarle tutte e quattro non sbaglia più questi quesiti.

Ω solo A solo B A∩B entrambi A B né A né B
Le quattro regioni: il totale è la loro somma, e nessuno viene contato due volte.

La formula che le lega è il principio di inclusione-esclusione:

\[ |A\cup B| \;=\; |A| + |B| - |A\cap B| \]

Il termine sottratto è la ragione d'essere della formula: sommando \(|A|\) e \(|B|\) gli elementi comuni vengono contati due volte, quindi vanno tolti una volta. Da qui si ricava anche la relazione più utile al test, quella "al contrario":

\[ |A\cap B| \;=\; |A| + |B| - |A\cup B| \]
Lo schema che risolve il 90% di questi quesiti
Il testo di solito ti dà il totale, le due cardinalità \(|A|\) e \(|B|\), e quanti non stanno in nessuno dei due. Procedi sempre così:
chi sta in almeno uno \(=\) totale \(-\) nessuno dei due; ② intersezione \(=|A|+|B|-\) (chi sta in almeno uno); ③ solo A \(=|A|-\) intersezione. Tre sottrazioni, nessuna formula da ricordare.

Un esempio da test

In un cortile ci sono 450 studenti: 80 portano il berretto, 120 la sciarpa, 300 non portano né l'uno né l'altra. Quanti portano solo il berretto?

  • Con almeno uno dei due: \(450-300=150\).
  • Intersezione: \(80+120-150=50\) portano entrambi.
  • Solo berretto: \(80-50=30\).

Nota che senza l'informazione sui 300 il problema sarebbe indeterminato: l'intersezione potrebbe valere qualsiasi numero tra 0 e 80. Il dato "nessuno dei due" non è un di più, è la chiave.

Insiemi inclusi uno nell'altro

Attenzione al caso in cui una categoria è contenuta in un'altra: "tutte le ballerine professioniste conoscono il russo" significa \(B\subseteq R\), cioè il cerchio delle ballerine sta dentro quello di chi conosce il russo. Da \(B\subseteq R\) segue che chi non conosce il russo non è ballerina professionista, ma non il viceversa: conoscere il russo non rende ballerine.

Logica elementare: negazioni, condizioni, sillogismi

I quesiti di logica dei test si risolvono quasi sempre disegnando gli insiemi in gioco. Restano tre schemi da conoscere a memoria, perché su questi si costruiscono i distrattori.

① La negazione di "tutti"

La negazione di "tutti gli X sono Y" non è "nessun X è Y", ma "almeno un X non è Y". Allo stesso modo, la negazione di "esiste almeno un X che è Y" è "nessun X è Y". Al test compare quasi sempre come alternativa sbagliata la negazione "eccessiva".

AffermazioneLa sua negazione correttaErrore tipico
Tutti i corvi sono neriAlmeno un corvo non è nero"Nessun corvo è nero"
Qualche studente ha passato l'esameNessuno studente ha passato l'esame"Qualcuno non ha passato"
Nessuno è arrivato in orarioAlmeno uno è arrivato in orario"Tutti sono arrivati in orario"

② Necessario e sufficiente

Se "studiare molto fa superare l'esame", allora l'insieme di chi studia molto (\(S\)) è contenuto in quello di chi supera l'esame (\(E\)): \(S\subseteq E\). Studiare molto è una condizione sufficiente, non necessaria: c'è spazio, dentro \(E\) e fuori da \(S\), per chi passa l'esame senza studiare molto. Invertire l'implicazione (\(E\Rightarrow S\)) è l'errore logico più diffuso di tutti.

\[ A\Rightarrow B \quad\text{equivale a}\quad \lnot B\Rightarrow \lnot A \qquad\text{(contronominale)} \]

Cioè: se studiare molto implica passare, allora non passare implica non aver studiato molto. Questa è l'unica inversione lecita, e al test è spesso la risposta giusta.

③ Sillogismi con i diagrammi

Quando il testo dice "alcuni A sono B" e "tutti i B sono C", disegna: il cerchio \(B\) dentro \(C\), e \(A\) che interseca \(B\). Poi leggi dal disegno quali affermazioni sono necessariamente vere — non quelle che potrebbero esserlo. Se riesci a disegnare anche una sola configurazione in cui l'affermazione è falsa, quella risposta va scartata.

Percentuali: le tre situazioni che ricorrono

Una percentuale è una frazione con denominatore 100: \( x\% = \dfrac{x}{100} \). Calcolare il \(x\%\) di una quantità significa moltiplicare per quella frazione. Da qui discendono tre schemi.

① Percentuale di una percentuale: si moltiplica

"Il 70% degli iscritti mangia pizza; tra questi, il 60% beve alcolici." Chi fa entrambe le cose è il \(60\%\) del \(70\%\):

\[ 0{,}70 \cdot 0{,}60 = 0{,}42 = 42\% \]

E chi mangia pizza senza alcolici è il resto del 70%: \(70\% - 42\% = 28\%\), che si può scrivere direttamente \(0{,}70\cdot 0{,}40 = 28\%\). La parolina "tra questi" (oppure "di questi", "di loro") è il segnale che si moltiplica.

Il segnale linguistico
"di cui", "tra questi", "di loro", "del rimanente" → la percentuale si riferisce a un sottoinsieme, non al totale: si moltiplica. "sul totale", "degli iscritti" → si riferisce all'intero. Sbagliare riferimento è l'errore numero uno dei quesiti sulle percentuali.

② Frazioni successive del rimanente: la catena

"Spendo \(\frac13\) dello stipendio per l'affitto, \(\frac25\) del rimanente per il cibo, \(\frac37\) del rimanente per il vestiario." Ogni tappa lavora su ciò che è avanzato dalla precedente, quindi conviene ragionare su quanto resta, non su quanto si spende:

\[ \text{resta } \tfrac{2}{3} \;\longrightarrow\; \text{resta } \tfrac{3}{5}\text{ di quello} \;\longrightarrow\; \text{resta } \tfrac{4}{7}\text{ di quello} \]

La frazione finale che sopravvive è il prodotto dei rimanenti: \(\frac23\cdot\frac35\cdot\frac47 = \frac{24}{105} = \frac{8}{35}\). Se alla fine restano 105 €, lo stipendio si trova invertendo: \(S \cdot \frac{8}{35} = 105 \Rightarrow S = 105\cdot\frac{35}{8}\).

③ Tornare indietro da una variazione

Un prezzo aumentato del 20% diventa \(P\cdot 1{,}20\). Per tornare al prezzo iniziale non si toglie il 20%: si divide per \(1{,}20\). Ecco perché un aumento del 20% seguito da uno sconto del 20% non riporta al punto di partenza:

\[ P\cdot 1{,}20\cdot 0{,}80 = 0{,}96\,P \qquad\text{si perde il }4\% \]

In generale due variazioni successive si compongono moltiplicando i fattori, mai sommando le percentuali.

Percentuali e frazioni da riconoscere a colpo d'occhio

Frazione1/21/32/31/43/41/51/81/20
Percentuale50%33,3%66,7%25%75%20%12,5%5%

Saperle leggere in entrambi i sensi fa risparmiare decine di secondi: quando in un quesito compare \(\frac{3}{14}\), riconoscere subito "poco più del 21%" può bastare per scegliere tra le cinque alternative senza fare la divisione.

Simulazione · Venn e catena di percentuali

Due laboratori. Nel primo muovi i numeri di un quesito "da cortile" e vedi le quattro regioni riempirsi in tempo reale; nel secondo segui il tuo stipendio che si consuma di tappa in tappa.

Le quattro regioni di un diagramma di Venn

Un gruppo di studenti: alcuni portano il berretto, alcuni la sciarpa, alcuni entrambi, alcuni niente. Regola i tre cursori e osserva: il diagramma si aggiorna e mostra tutte le quantità che un quesito potrebbe chiederti. Quando la configurazione è impossibile (per esempio l'intersezione più grande di uno dei due gruppi) la simulazione te lo segnala.

solo berretto solo sciarpa entrambi nessuno dei due
Prova a tenere fissi totale, berretti e sciarpe, e a spostare solo il cursore "né l'uno né l'altra": vedrai l'intersezione crescere di pari passo. È la dimostrazione visiva che senza quel dato il problema è indeterminato.

La catena delle frazioni: quanto resta davvero?

Uno stipendio viene speso in tre tappe: una frazione per l'affitto, poi una frazione del rimanente per il cibo, poi una frazione del rimanente per il vestiario. La barra mostra come si consuma; il riquadro calcola la frazione superstite. Confronta con l'errore classico: sommare le tre frazioni come se agissero tutte sul totale.

Osserva la differenza tra la frazione realmente spesa e la somma ingenua delle tre frazioni: sono numeri diversi, e il quesito da test è costruito apposta su questa distanza.

Esercizi guidati

Difficoltà crescente. I suggerimenti compaiono solo quando li chiedi: prova prima da solo, poi svela un indizio alla volta. Scrivi i numeri con la virgola decimale (es. 21,4) oppure con il punto: vanno bene entrambi.

Test · Insiemi, logica e percentuali

Una domanda alla volta, con esito immediato: rispondi e vedrai subito se hai colto il punto. Puoi tornare indietro e correggerti quando vuoi.

Equazioni: dal secondo grado alle trinomie

La buona notizia è che le equazioni del test sono quasi tutte la stessa equazione travestita. Biquadratiche, esponenziali, logaritmiche: cambia l'abito, ma sotto c'è sempre un trinomio di secondo grado che aspetta solo la sostituzione giusta.

Il ripasso indispensabile: l'equazione di secondo grado

Per \(ax^2+bx+c=0\) con \(a\neq 0\), le soluzioni sono

\[ x_{1,2}=\frac{-b\pm\sqrt{\Delta}}{2a},\qquad \Delta=b^2-4ac \]

Il discriminante \(\Delta\) non serve solo a calcolare: serve soprattutto a rispondere senza calcolare.

DiscriminanteSoluzioni realiSignificato grafico
\(\Delta>0\)due distintela parabola taglia l'asse \(x\) in due punti
\(\Delta=0\)due coincidentila parabola è tangente all'asse \(x\)
\(\Delta<0\)nessunala parabola non tocca l'asse \(x\)

La formula ridotta: quando \(b\) è pari

Se il coefficiente \(b\) è pari conviene porre \(b=2\beta\) e usare

\[ x_{1,2}=\frac{-\beta\pm\sqrt{\beta^2-ac}}{a} \]

Con \(y^2-6y-27=0\) si ha \(\beta=-3\): \(y=3\pm\sqrt{9+27}=3\pm 6\), cioè \(9\) e \(-3\). Meno passaggi, meno errori di segno, numeri più piccoli sotto radice.

Somma e prodotto: la scorciatoia più redditizia del test

Le due radici soddisfano sempre

\[ x_1+x_2=-\frac{b}{a},\qquad x_1\cdot x_2=\frac{c}{a} \]

Per \(y^2-6y-27=0\) cerchi due numeri con somma 6 e prodotto \(-27\): \(9\) e \(-3\), trovati a mente in tre secondi. Al test, con coefficienti piccoli, questa strada batte sempre la formula risolutiva.

Scorciatoia: la somma dei coefficienti
Se \(a+b+c=0\), allora \(x=1\) è sempre una soluzione, e l'altra vale \(c/a\). Esempio: \(3x^2-7x+4=0\) ha \(3-7+4=0\), quindi \(x_1=1\) e \(x_2=4/3\). Controlla sempre questa condizione prima di lanciarti nei calcoli.

Le equazioni trinomie: una sola idea, tre travestimenti

Si chiama trinomia un'equazione della forma

\[ a\,[f(x)]^{2}+b\,[f(x)]+c=0 \]

dove la stessa espressione \(f(x)\) compare al quadrato e al primo grado. La strategia è sempre la medesima, in tre mosse:

  1. Sostituisci \(y=f(x)\) e risolvi l'equazione di secondo grado in \(y\).
  2. Torna indietro: per ogni \(y\) trovato, risolvi \(f(x)=y\).
  3. Verifica l'accettabilità: questa è la mossa che tutti dimenticano, ed è quella che il test controlla.

① Biquadratica: \(y=x^2\)

\(x^4-5x^2+4=0\) diventa \(y^2-5y+4=0\) con \(y=x^2\), da cui \(y=1\) e \(y=4\). Tornando indietro: \(x^2=1\Rightarrow x=\pm1\) e \(x^2=4\Rightarrow x=\pm2\). Quattro soluzioni. Attenzione: un valore \(y<0\) va scartato, perché un quadrato non è mai negativo.

② Esponenziale: \(y=a^x\)

Il segnale è la presenza di \(a^{2x}\) (oppure \(a^2\) elevato a \(x\)) accanto ad \(a^x\). Serve ricordare due identità:

\[ 9^{x}=(3^{2})^{x}=(3^{x})^{2}, \qquad 3^{x+1}=3^{x}\cdot 3 \]

Così \(9^{x}-2\cdot 3^{x+1}-27=0\) diventa \((3^x)^2-6\cdot 3^x-27=0\), cioè \(y^2-6y-27=0\) con \(y=3^x\): si ottiene \(y=9\) e \(y=-3\). Il valore \(-3\) non è accettabile, perché \(3^x>0\) sempre; da \(3^x=9\) segue \(x=2\).

La regola d'oro delle esponenziali
Un'esponenziale \(a^x\) con \(a>0\) è sempre strettamente positiva: non vale mai zero, mai un numero negativo. Ogni radice \(y\le 0\) va scartata senza esitazione — ed è quasi sempre presente tra le alternative come trappola.

Da qui una scorciatoia potentissima: in \(9^{x}+2\cdot3^{x+1}+10=0\) tutti gli addendi sono positivi, e una somma di positivi non può fare zero. L'equazione non ammette soluzioni reali, e lo si vede in dieci secondi senza scrivere nulla.

③ Logaritmica: \(y=\log x\)

\(\log^2 x-\log x-2=0\) diventa \(y^2-y-2=0\) con \(y=\log x\), da cui \(y=2\) e \(y=-1\). Qui, a differenza delle esponenziali, entrambi i valori vanno bene: il logaritmo può essere negativo. Tornando indietro (base 10): \(\log x=2\Rightarrow x=10^{2}=100\) e \(\log x=-1\Rightarrow x=10^{-1}=0{,}1\). Va invece verificato che gli \(x\) trovati siano positivi, come impone il dominio del logaritmo — e in questo caso lo sono.

Come si scarta, per tipo di equazione
Biquadratica: scarta \(y<0\) (il quadrato non è negativo). Esponenziale: scarta \(y\le 0\) (l'esponenziale è positiva). Logaritmica: tieni tutti i \(y\), ma verifica che gli \(x\) finali rispettino \(x>0\). Tre righe che valgono un quesito ciascuna.

Equazioni esponenziali e logaritmiche elementari

Prima delle trinomie, il test propone spesso equazioni immediate, che si risolvono portando i due membri alla stessa base:

\[ a^{f(x)}=a^{g(x)} \iff f(x)=g(x); \qquad \log_a f(x)=\log_a g(x) \iff f(x)=g(x)>0 \]

Esempio: \(2^{x}+5=13\Rightarrow 2^{x}=8=2^{3}\Rightarrow x=3\). Oppure \(4^{x}=8\): si riscrive \(2^{2x}=2^{3}\), quindi \(2x=3\) e \(x=\frac32\). Il passaggio decisivo è sempre riconoscere la base comune: 4, 8, 16, 32 sono potenze di 2; 9, 27, 81 sono potenze di 3.

Quando la base comune non esiste si passa ai logaritmi: \(2^{x}=5 \Rightarrow x=\log_2 5\).

La condizione di tangenza: \(\Delta=0\)

È un classico assoluto. "Per quale valore di \(c\) la retta è tangente alla parabola?" oppure "per quale \(c\) l'equazione ha due soluzioni reali e coincidenti?": sono la stessa domanda.

Il metodo è meccanico: metti a sistema, porta tutto a primo membro, imponi \(\Delta=0\). Per \(x^2+2x=cx-1\):

\[ x^{2}+(2-c)x+1=0 \;\Longrightarrow\; \Delta=(2-c)^{2}-4=0 \;\Longrightarrow\; (2-c)^{2}=4 \]

Da \(2-c=\pm2\) si ottengono due valori: \(c=0\) e \(c=4\). Geometricamente è ovvio che siano due: da un punto esterno a una parabola partono due rette tangenti. Se una sola compare tra le alternative, è quella la risposta; se compaiono entrambe, la risposta giusta le contiene tutte e due.

Da leggere al contrario
Lo stesso schema risponde a: "quante soluzioni ha il sistema?" (\(\Delta>0\) due, \(\Delta=0\) una, \(\Delta<0\) nessuna), "per quali \(k\) la retta interseca la curva?", "quando il trinomio è un quadrato perfetto?". Riconoscerlo sotto le diverse formulazioni vale parecchi punti.

Problemi tradotti in equazioni

Alcuni quesiti sono in italiano e vanno tradotti. Due schemi ricorrenti meritano di essere memorizzati.

Numeri e cifre

Un numero di due cifre, con \(x\) decine e \(y\) unità, vale \(10x+y\) — non \(xy\). Scambiando le cifre si ottiene \(10y+x\). Con questa traduzione tutto diventa un sistema lineare. Esempio: la somma delle cifre è 10 e, dividendo il numero per quello con le cifre scambiate, si ottiene 1 con resto 36. La divisione con resto si scrive \(10x+y=1\cdot(10y+x)+36\):

\[ \begin{cases} x+y=10\\ 9x-9y=36 \end{cases} \Longrightarrow \begin{cases} x+y=10\\ x-y=4 \end{cases} \Longrightarrow x=7,\; y=3 \]

Il numero è \(73\). Il trucco è ricordare che dividendo = divisore × quoziente + resto.

Sconti, aumenti e valori iniziali

"Dopo uno sconto del 15% pago 68 €: quanto costava?" Non si aggiunge il 15%: si divide. \(P\cdot0{,}85=68\Rightarrow P=68/0{,}85=80\) €. La forma generale è sempre valore finale = valore iniziale × fattore, e il fattore è \(1+\frac{p}{100}\) per un aumento, \(1-\frac{p}{100}\) per uno sconto.

Simulazione · Trinomie e tangenza

Il primo laboratorio ti mostra che biquadratiche, esponenziali e logaritmiche sono la stessa equazione: cambia solo il modo di tornare indietro. Il secondo ti fa vedere il \(\Delta\) diventare zero sotto i tuoi occhi.

La trinomia universale: sostituisci, risolvi, torna indietro

Scegli il travestimento e i coefficienti dell'equazione \(y^{2}+by+c=0\). Il grafico è la parabola nella variabile sostituita \(y\): le sue intersezioni con l'asse orizzontale sono i valori di \(y\). Sotto trovi il ritorno alla \(x\), con l'indicazione di quali radici sono accettabili e quali no.

Prova esponenziale con \(b=-6\) e \(c=-27\): ritrovi il quesito classico \(9^{x}-2\cdot3^{x+1}-27=0\), con la radice \(y=-3\) scartata. Poi porta \(c\) a valori positivi e \(b\) positivo: entrambe le radici diventano negative e l'equazione perde ogni soluzione.

Condizione di tangenza: guarda il \(\Delta\) annullarsi

La parabola \(y=x^{2}+2x\) è fissa; la retta \(y=cx-1\) ruota al variare di \(c\) passando sempre per il punto \((0,-1)\). Muovi il cursore e osserva il discriminante: quando raggiunge lo zero, i due punti d'intersezione si fondono in uno solo — la retta è tangente.

parabola \(y=x^2+2x\) retta \(y=cx-1\) punti di intersezione
I due valori di tangenza sono \(c=0\) e \(c=4\): la conferma visiva che da un punto esterno partono due tangenti. Con i pulsanti ci arrivi esattamente.

Esercizi guidati

Difficoltà crescente. Prova prima da solo: gli indizi compaiono uno alla volta, solo se li chiedi. Quando le soluzioni sono due, l'esercizio ti dice quale dei due valori inserire.

Test · Equazioni

Una domanda alla volta, con esito immediato. Attenzione alle radici non accettabili: è lì che si gioca la partita.

Funzioni, esponenziali e logaritmi

Qui il test cambia strategia: non chiede di risolvere, chiede di guardare. "Per quale funzione l'equazione \(f(x)=2\) ammette soluzione?" non si risolve con l'algebra: si risolve conoscendo la forma dei grafici e sapendo dove arriva ciascuna funzione.

I grafici da riconoscere a colpo d'occhio

Una funzione associa a ogni \(x\) del dominio uno e un solo valore \(y\). Sei grafici coprono la quasi totalità dei quesiti: vale la pena saperli disegnare a mano, con i loro valori limite.

FunzioneDominioImmagine (valori assunti)Forma
\(y=x^2\)tutto \(\mathbb{R}\)\([0,+\infty)\)parabola con vertice in \(O\)
\(y=|x|\)tutto \(\mathbb{R}\)\([0,+\infty)\)una "V" con vertice in \(O\)
\(y=\dfrac1x\)\(x\neq0\)\(y\neq0\)iperbole in due rami
\(y=\sqrt{x}\)\(x\ge0\)\([0,+\infty)\)mezza parabola coricata
\(y=e^{x}\)tutto \(\mathbb{R}\)\((0,+\infty)\)cresce, asintoto \(y=0\)
\(y=\log x\)\(x>0\)tutto \(\mathbb{R}\)cresce, asintoto \(x=0\)
Le due colonne che valgono i punti
La colonna immagine è quella che risolve i quesiti del tipo "\(f(x)=k\) ha soluzione?". La risposta è sì se e solo se \(k\) appartiene all'immagine. Il logaritmo assume tutti i valori reali: \(\log x=2\) ha sempre soluzione. L'esponenziale assume solo valori positivi: \(e^{x}=0\) o \(e^{x}=-3\) sono impossibili.

Il metodo grafico: contare le soluzioni senza risolvere

Risolvere \(f(x)=k\) significa cercare le intersezioni tra il grafico di \(f\) e la retta orizzontale \(y=k\). Il numero di soluzioni è il numero di punti di incontro. Applichiamolo al quesito classico: per quale funzione \(f(x)=2\) ammette soluzione?

Funzione\(f(x)=2\)?Perché
\(f(x)=\log x\)il logaritmo assume ogni valore reale: \(x=100\) (base 10)
\(f(x)=\sin x\)nooscilla solo tra \(-1\) e \(1\), non arriva a 2
\(f(x)=-|x|\)noassume solo valori \(\le 0\)
\(f(x)=1-x^{2}\)noparabola verso il basso: il massimo è 1
\(f(x)=e^{x}+2\)no\(e^{x}>0\) implica \(f(x)>2\): il valore 2 non è mai raggiunto

L'ultima riga è la più insidiosa: \(f(x)=2\) richiederebbe \(e^{x}=0\), e l'esponenziale non si annulla mai. Il grafico ha \(y=2\) come asintoto orizzontale: gli si avvicina quanto vuoi, senza toccarlo mai.

Le trasformazioni elementari

Da un grafico noto se ne ottengono altri senza rifare nulla:

  • \(f(x)+k\): trasla verticalmente di \(k\) (in alto se \(k>0\));
  • \(f(x-k)\): trasla orizzontalmente di \(k\) verso destra;
  • \(-f(x)\): ribalta rispetto all'asse \(x\);
  • \(f(-x)\): ribalta rispetto all'asse \(y\);
  • \(|f(x)|\): ribalta verso l'alto le parti sotto l'asse \(x\).

Così \(y=1-x^{2}\) è la parabola \(y=x^2\) ribaltata (\(-x^2\)) e alzata di 1: vertice in \((0,1)\), rami verso il basso, massimo 1.

Logaritmi: definizione e proprietà

Il logaritmo è l'esponente da dare alla base per ottenere l'argomento:

\[ \log_a b = c \iff a^{c}=b \qquad (a>0,\;a\neq1,\;b>0) \]

Tutto qui: ogni volta che un logaritmo ti confonde, riscrivilo in forma esponenziale e il problema si semplifica. Da \(\log_2 8\) alla domanda "2 elevato a quanto fa 8?" — risposta 3.

Le proprietà, e a che cosa servono davvero

\[ \log_a(xy)=\log_a x+\log_a y,\qquad \log_a\frac{x}{y}=\log_a x-\log_a y,\qquad \log_a x^{n}=n\log_a x \]

La terza è la più usata al test: l'esponente esce dal logaritmo e diventa fattore. Va ricordata anche nella versione che riguarda la base:

\[ \log_{a^{m}} x^{n}=\frac{n}{m}\,\log_a x \]

Esempio da test: da \(\log_{a^{2}}b^{3}=5\) segue \(\frac32\log_a b=5\), quindi \(\log_a b=\frac{10}{3}\). Chi non conosce questa forma perde due minuti; chi la conosce risponde in venti secondi.

Cambio di base e reciprocità

\[ \log_a b=\frac{\log_c b}{\log_c a}, \qquad\text{e in particolare}\qquad \log_a b=\frac{1}{\log_b a} \]

La seconda formula è il cuore di un quesito ricorrente: se \(\log_a b=p\) e \(\log_b a^{2}=q\), quanto vale \(p\cdot q\)? Basta osservare che \(\log_b a^{2}=2\log_b a=\dfrac{2}{p}\), dunque

\[ p\cdot q = p\cdot\frac{2}{p}=2 \]

Il risultato non dipende né da \(a\) né da \(b\): vale sempre 2.

I valori da sapere a memoria

RegolaEsempioPerché
\(\log_a 1=0\)\(\log_5 1=0\)\(a^{0}=1\) per ogni base
\(\log_a a=1\)\(\log_7 7=1\)\(a^{1}=a\)
\(\log_{10}100=2\)\(\tfrac12\log_{10}100=1\)\(10^{2}=100\)
\(2\log_{10}10=2\)\(\log_{10}10=1\)

Le ultime due righe risolvono un quesito noto: dati \(y=\frac12\log_{10}100\) e \(z=2\log_{10}10\), si ha \(y=1\) e \(z=2\), quindi \(y<z\). Nessun calcolo complicato, solo definizione.

Tre errori da evitare
\(\log(x+y)\) non è \(\log x+\log y\) (la somma non ha una regola). \(\dfrac{\log x}{\log y}\) non è \(\log\dfrac{x}{y}\). E infine: il logaritmo esiste solo per argomento positivo e base positiva diversa da 1. Il numero 100, invece, è una base perfettamente lecita: qualunque numero positivo diverso da 1 lo è.

Funzioni inverse: leggere il grafico al contrario

Una funzione è invertibile quando a valori diversi di \(x\) corrispondono valori diversi di \(y\): graficamente, ogni retta orizzontale la incontra al massimo una volta. Il grafico dell'inversa è il simmetrico rispetto alla bisettrice \(y=x\).

\[ y=a^{x} \;\longleftrightarrow\; x=\log_a y; \qquad y=x^{2}\ (x\ge0) \;\longleftrightarrow\; x=\sqrt{y} \]

Esponenziale e logaritmo sono l'una l'inversa dell'altra: è per questo che i loro grafici sono speculari rispetto alla bisettrice, e che \(\log_a(a^{x})=x\).

Il seno non è invertibile su tutto \(\mathbb{R}\) (oscilla e ripassa infinite volte per lo stesso valore), ma lo diventa se lo si restringe all'intervallo \(\left[-\frac{\pi}{2},\frac{\pi}{2}\right]\), dove è crescente. La sua inversa si chiama arcoseno:

\[ y=\sin x,\; x\in\left[-\tfrac{\pi}{2},\tfrac{\pi}{2}\right] \quad\Longleftrightarrow\quad x=\arcsin y \]
Non confondere l'inversa con il reciproco
L'inversa del seno è \(\arcsin\), non \(\dfrac{1}{\sin}\) (che è la cosecante) e non \(-\sin\). Tra le alternative del test compaiono sistematicamente tutte e tre: la notazione \(\sin^{-1}\) indica l'inversa, non il reciproco.

Simulazione · Grafici, soluzioni e logaritmi

Il primo laboratorio è la risposta visiva al quesito "\(f(x)=k\) ha soluzione?". Il secondo mostra perché esponenziale e logaritmo sono la stessa curva vista allo specchio.

Quante soluzioni ha \(f(x)=k\)?

Scegli la funzione e muovi la retta orizzontale \(y=k\). I punti evidenziati sono le soluzioni dell'equazione: contali. Quando la retta esce dall'immagine della funzione, le intersezioni spariscono e l'equazione non ha soluzioni.

Tieni \(k=2\) e passa in rassegna le cinque funzioni: solo il logaritmo incontra la retta. È esattamente il quesito da test — e adesso lo vedi, invece di ricordarlo.

Esponenziale e logaritmo: due curve, uno specchio

Cambia la base \(a\) e osserva le due curve \(y=a^{x}\) e \(y=\log_a x\): sono simmetriche rispetto alla bisettrice \(y=x\), perché una è l'inversa dell'altra. Quando la base scende sotto 1, entrambe si capovolgono e diventano decrescenti.

\(y=a^{x}\) \(y=\log_a x\) bisettrice \(y=x\)
Porta la base vicino a 1 (per esempio \(a=1{,}1\)): il logaritmo diventa quasi verticale e l'esponenziale quasi orizzontale. È il motivo per cui la base 1 è vietata: la funzione degenererebbe nella retta costante \(y=1\), che non è invertibile.

Esercizi guidati

Difficoltà crescente, dai logaritmi immediati alle identità con base variabile. Gli indizi compaiono uno alla volta, solo se li chiedi.

Test · Funzioni, esponenziali e logaritmi

Una domanda alla volta, con esito immediato. Ricorda: molte risposte si trovano guardando l'immagine della funzione, non risolvendo l'equazione.

Geometria euclidea e analitica

I quesiti di geometria del test raramente chiedono un teorema: chiedono di scomporre una figura in pezzi noti e ricomporne le aree. La regola operativa è una sola: prima ricava tutto ciò che il testo e la figura ti dicono, poi leggi la domanda.

Le formule che devi avere in testa

FiguraAreaNota utile al test
Rettangolo\(b\cdot h\)diagonale \(=\sqrt{b^2+h^2}\)
Parallelogramma\(b\cdot h\)l'altezza è la distanza tra i lati, non il lato obliquo
Triangolo\(\dfrac{b\cdot h}{2}\)equilatero di lato \(l\): \(A=\dfrac{l^{2}\sqrt3}{4}\), \(h=\dfrac{l\sqrt3}{2}\)
Trapezio\(\dfrac{(B+b)\,h}{2}\)media delle basi per l'altezza
Cerchio\(\pi r^{2}\)circonferenza \(2\pi r\)
Settore circolare\(\dfrac{\alpha}{360°}\,\pi r^{2}\)un quarto di cerchio \(=\dfrac{\pi r^{2}}{4}\)

Due relazioni valgono da sole molti quesiti: nel quadrato di lato \(l\) la diagonale è \(d=l\sqrt2\) (quindi \(l=d/\sqrt2\)); nel triangolo rettangolo vale Pitagora, \(i^{2}=c_1^{2}+c_2^{2}\).

Il metodo della differenza
Quasi tutte le "regioni ombreggiate" si ottengono sottraendo figure elementari: quadrato meno quarto di cerchio, cerchio meno quadrato inscritto, rettangolo meno due triangoli. Non cercare una formula per la figura strana: scomponila. E se la figura ha una simmetria, sfruttala — spesso la parte ombreggiata è esattamente metà di qualcosa che sai calcolare.

Un classico: il parallelogramma dentro il rettangolo

In un rettangolo di dimensioni \(a\) e \(b\) si costruisce un parallelogramma che ha per base un segmento di lunghezza \(x\) sul lato lungo, e per altezza l'intero lato \(b\). Quanto deve valere \(x\) perché il parallelogramma abbia la stessa area della parte rimanente?

a b x
Il parallelogramma ha base \(x\) e altezza \(b\): la sua area è \(x\cdot b\), indipendente dall'inclinazione.

Se l'area del parallelogramma deve uguagliare quella della parte restante, ciascuna delle due vale metà del rettangolo:

\[ x\cdot b=\frac{a\cdot b}{2}\;\Longrightarrow\; x=\frac{a}{2} \]

Il lato \(b\) si semplifica: il risultato non dipende da \(b\). Riconoscere in anticipo che una grandezza si semplificherà è una delle abilità più utili al test, perché permette di scartare subito tutte le alternative in cui \(b\) compare.

Circonferenza: tangenti, raggi e angoli

Tre proprietà bastano per quasi tutti i quesiti sulla circonferenza:

  • il raggio è perpendicolare alla tangente nel punto di tangenza — è il fatto che trasforma ogni problema di tangenza in un triangolo rettangolo;
  • da un punto esterno partono due tangenti, di uguale lunghezza;
  • l'angolo al centro è il doppio dell'angolo alla circonferenza che insiste sullo stesso arco; ogni angolo che insiste su una semicirconferenza è retto.
O P T 2r r 30°
Il triangolo \(OTP\) è rettangolo in \(T\): se \(OP=2r\), allora \(\sin(\widehat{OPT})=\frac{r}{2r}=\frac12\).

Da qui il quesito classico: la semiretta \(PT\) è tangente in \(T\) e il segmento \(PO\) misura \(2r\). Quanto vale l'angolo \(\widehat{OPT}\)? Nel triangolo rettangolo \(OTP\) il cateto opposto \(OT\) vale \(r\) e l'ipotenusa \(OP\) vale \(2r\), quindi

\[ \sin(\widehat{OPT})=\frac{r}{2r}=\frac12 \;\Longrightarrow\; \widehat{OPT}=30° \]

Il cateto che è metà dell'ipotenusa è la firma dell'angolo di 30°: vale la pena riconoscerla immediatamente, perché ricorre in decine di quesiti.

Geometria analitica: il minimo indispensabile

\[ \overline{AB}=\sqrt{(x_B-x_A)^2+(y_B-y_A)^2},\qquad M=\left(\frac{x_A+x_B}{2},\;\frac{y_A+y_B}{2}\right) \]

Per la retta: \(y=mx+q\), dove \(m\) è il coefficiente angolare e \(q\) l'ordinata all'origine. Due rette sono parallele se \(m_1=m_2\), perpendicolari se \(m_1\cdot m_2=-1\).

Per la parabola \(y=ax^{2}+bx+c\): concavità verso l'alto se \(a>0\), verso il basso se \(a<0\); l'ascissa del vertice è

\[ x_V=-\frac{b}{2a} \]

Il problema di massimo con la parabola

È il quesito di ottimizzazione che compare più spesso, e non richiede derivate. Esempio: con una rete metallica lunga 66 m si vuole recintare un'area rettangolare addossata a una parete (quindi con soli tre lati da coprire). Quali dimensioni danno l'area massima?

Detto \(x\) il lato parallelo alla parete, gli altri due lati misurano ciascuno \(\dfrac{66-x}{2}\), e l'area è

\[ A(x)=x\cdot\frac{66-x}{2}=-\frac{x^{2}}{2}+33x \]

È una parabola con la concavità verso il basso: il massimo è nel vertice.

\[ x_V=-\frac{33}{2\cdot\left(-\frac12\right)}=33 \;\Longrightarrow\; A_{\max}=\frac{33\cdot 33}{2}=544{,}5\ \text{m}^{2} \]

Il lato lungo la parete misura 33 m, gli altri due 16,5 m ciascuno: il rettangolo ottimo è metà di un quadrato. Non è un caso — nei problemi con tre lati vincolati la soluzione ha sempre questa forma.

Riconoscere il vincolo
L'errore tipico è usare \(2x+2h=66\) dimenticando che un lato è la parete e non consuma rete. Prima di scrivere l'area, chiediti sempre: quanti lati devo davvero coprire? È in quella riga che si vince o si perde il quesito.

Simulazione · Massimo, tangenti e aree

Tre laboratori: cerchi il rettangolo di area massima muovendo un lato, misuri l'angolo di tangenza allontanando un punto dalla circonferenza, e scomponi una figura ombreggiata nei suoi pezzi elementari.

Il recinto di area massima

Una rete di lunghezza fissa deve recintare un rettangolo addossato a una parete: solo tre lati consumano rete. Muovi il lato \(x\) parallelo alla parete e osserva contemporaneamente il recinto (a sinistra) e la parabola dell'area (a destra). Il massimo si raggiunge nel vertice.

Verifica la regola: l'area è massima quando \(x=L/2\), cioè quando il lato lungo la parete vale metà della rete e la profondità è un quarto. Cambia \(L\) e controlla che valga sempre.

Tangenti da un punto esterno

Allontana il punto \(P\) dal centro e osserva l'angolo tra la tangente e la congiungente \(PO\). Il triangolo \(OTP\) è sempre rettangolo in \(T\), perché il raggio è perpendicolare alla tangente: quindi \(\sin\widehat{OPT}=r/d\).

Ferma il cursore su \(d=2\): l'angolo vale esattamente 30°, perché il cateto \(r\) è metà dell'ipotenusa \(2r\). Su \(d=\sqrt2\approx1{,}41\) trovi 45°, e la lunghezza della tangente eguaglia il raggio.

Aree per differenza: il quadrato e l'arco

Un quadrato di lato \(l\) e un quarto di cerchio di raggio \(l\) centrato in un vertice. Scegli quale regione evidenziare e leggi come si ottiene per somma o differenza di figure elementari. Le formule sotto si aggiornano con i valori numerici.

Osserva il rapporto tra le due aree: il quarto di cerchio occupa sempre \(\pi/4\approx78{,}5\%\) del quadrato, qualunque sia il lato. Nei quesiti a risposta multipla questa proporzione fissa permette spesso di escludere per stima tre alternative su cinque.

Esercizi guidati

Difficoltà crescente. Dove la risposta contiene \(\pi\) o una radice, l'esercizio ti chiede il valore numerico approssimato: leggi con attenzione quante cifre decimali servono.

Test · Geometria

Una domanda alla volta, con esito immediato. Se c'è una figura da immaginare, disegnala su un foglio prima di rispondere: è più veloce che tenerla a mente.

Goniometria e trigonometria

Se ricordi una sola cosa di questo capitolo, ricorda questa: sulla circonferenza goniometrica il coseno è l'ascissa e il seno è l'ordinata. Da qui discendono i segni, i valori notevoli, le equazioni: tutto il resto è conseguenza.

La circonferenza goniometrica

È la circonferenza di raggio 1 centrata nell'origine. Un angolo \(\alpha\) si misura a partire dal semiasse positivo delle \(x\), in verso antiorario se positivo, orario se negativo. Il secondo lato dell'angolo incontra la circonferenza in un punto \(P\), e quel punto ha per coordinate

\[ P=(\cos\alpha,\;\sin\alpha) \]
P cos α < 0 sin α > 0 α K H x y O
Angolo nel secondo quadrante: la proiezione sull'asse \(x\) (segmento \(OK\)) è il coseno, ed è negativa; la proiezione sull'asse \(y\) è il seno, positivo.
Il quesito dell'angolo orientato
Quando il test chiede che cosa rappresenta la "misura orientata" del segmento che va dall'origine alla proiezione sull'asse \(x\), la risposta è sempre il coseno. La parola "orientata" avverte che il valore ha un segno: se il punto sta a sinistra dell'origine, il coseno è negativo. Analogamente, la proiezione sull'asse \(y\) è il seno.

Gradi e radianti

Un giro completo vale \(360°\) oppure \(2\pi\) radianti: la conversione è una proporzione.

\[ \frac{\alpha_{\text{gradi}}}{180°}=\frac{\alpha_{\text{rad}}}{\pi} \]
Gradi30°45°60°90°180°270°360°
Radianti0\(\frac{\pi}{6}\)\(\frac{\pi}{4}\)\(\frac{\pi}{3}\)\(\frac{\pi}{2}\)\(\pi\)\(\frac{3\pi}{2}\)\(2\pi\)

Segni e valori notevoli

I segni si deducono dal disegno, non si imparano a memoria: basta chiedersi in quale quadrante cade il punto \(P\) e se le sue coordinate sono positive o negative.

QuadranteAngoli\(\sin\alpha\)\(\cos\alpha\)\(\tan\alpha\)
I0°–90°+++
II90°–180°+
III180°–270°+
IV270°–360°+

La tabella dei valori notevoli

\(\alpha\)30°45°60°90°
\(\sin\alpha\)0\(\frac12\)\(\frac{\sqrt2}{2}\)\(\frac{\sqrt3}{2}\)1
\(\cos\alpha\)1\(\frac{\sqrt3}{2}\)\(\frac{\sqrt2}{2}\)\(\frac12\)0
\(\tan\alpha\)0\(\frac{\sqrt3}{3}\)1\(\sqrt3\)
Come ricordarla senza impararla
Scrivi sotto i cinque angoli i numeri \(0,1,2,3,4\), dividili per 4 ed estrai la radice: ottieni \(0,\frac12,\frac{\sqrt2}{2},\frac{\sqrt3}{2},1\), cioè esattamente la riga del seno. Il coseno è la stessa riga letta al contrario. È il trucco più veloce per ricostruire la tabella all'inizio della prova.

Vale poi la relazione fondamentale, conseguenza diretta di Pitagora applicato al triangolo di raggio 1:

\[ \sin^{2}\alpha+\cos^{2}\alpha=1, \qquad \tan\alpha=\frac{\sin\alpha}{\cos\alpha} \]

Da essa si ricava una quantità partendo dall'altra — ma attenzione al segno, che dipende dal quadrante: se \(\sin\alpha=\frac35\) e \(\alpha\) è nel secondo quadrante, allora \(\cos\alpha=-\frac45\), non \(+\frac45\).

Equazioni goniometriche elementari

Sono la forma più frequente al test: \(\sin x=k\), \(\cos x=k\), \(\tan x=k\). Il metodo è sempre lo stesso — e non finisce con la prima soluzione trovata.

Esempio: \(2\sin x=1\), cioè \(\sin x=\frac12\). Il valore notevole dice \(x=30°\), ma sulla circonferenza ci sono due punti con ordinata \(\frac12\): quello a 30° e il suo simmetrico rispetto all'asse \(y\), a \(180°-30°=150°\). E poiché ogni giro completo riporta allo stesso punto, le soluzioni sono infinite:

\[ x=30°+k\cdot360° \quad\vee\quad x=150°+k\cdot360°, \qquad k\in\mathbb{Z} \]

In radianti: \(x=\frac{\pi}{6}+2k\pi\) oppure \(x=\frac{5\pi}{6}+2k\pi\).

EquazioneLe due famiglie di soluzioniSimmetria
\(\sin x=k\)\(x=\alpha+2k\pi\) e \(x=\pi-\alpha+2k\pi\)rispetto all'asse \(y\)
\(\cos x=k\)\(x=\pm\alpha+2k\pi\)rispetto all'asse \(x\)
\(\tan x=k\)\(x=\alpha+k\pi\)una sola famiglia, periodo \(\pi\)
Due controlli che evitano la risposta sbagliata
Esistenza: seno e coseno stanno sempre tra \(-1\) e \(1\), quindi \(\sin x=2\) o \(\cos x=-3\) sono impossibili. La tangente invece assume qualsiasi valore reale. ② Completezza: se il quesito chiede le soluzioni in \([0°,360°]\), ricorda che di norma sono due, non una — dimenticare la seconda è l'errore più comune di tutto il capitolo.

Trigonometria del triangolo rettangolo

È il ponte con la geometria: in un triangolo rettangolo, detto \(\alpha\) uno degli angoli acuti,

\[ \text{cateto opposto}=i\cdot\sin\alpha,\qquad \text{cateto adiacente}=i\cdot\cos\alpha,\qquad \text{opposto}=\text{adiacente}\cdot\tan\alpha \]

dove \(i\) è l'ipotenusa. È la formula che, nel quesito della tangente alla circonferenza, permette di passare da \(\sin\widehat{OPT}=\frac{r}{2r}=\frac12\) alla risposta \(30°\).

Due triangoli meritano di essere memorizzati per intero, perché compaiono ovunque:

  • il triangolo 30°-60°-90°, metà di un equilatero: i lati stanno come \(1:\sqrt3:2\) — il cateto minore è metà dell'ipotenusa;
  • il triangolo 45°-45°-90°, metà di un quadrato: i lati stanno come \(1:1:\sqrt2\).

Riconoscerli in una figura fa risparmiare tutti i calcoli: se in un triangolo rettangolo un cateto è la metà dell'ipotenusa, gli angoli sono necessariamente 30° e 60°.

Simulazione · La circonferenza e le equazioni

Il primo laboratorio è la circonferenza goniometrica da manovrare: vedrai seno e coseno cambiare segno passando da un quadrante all'altro. Il secondo mostra perché un'equazione goniometrica ha (quasi sempre) due soluzioni per giro.

La circonferenza goniometrica

Ruota l'angolo \(\alpha\) e osserva il punto \(P\) muoversi. Il segmento orizzontale è il coseno (ascissa di \(P\)), quello verticale è il seno (ordinata). Quando un segmento punta verso il lato negativo dell'asse, il valore corrispondente diventa negativo: è tutto qui il quesito sui segni.

Confronta 30° e 150°: stesso seno, coseni opposti. Poi confronta 60° e 300°: stesso coseno, seni opposti. Sono esattamente le due simmetrie che generano la doppia soluzione delle equazioni goniometriche.

Risolvere \(\sin x=k\) (e \(\cos x=k\))

A sinistra la circonferenza, a destra il grafico della funzione su un giro completo. Muovi il livello \(k\): i punti evidenziati sono le soluzioni in \([0°,360°]\). Porta \(k\) oltre 1 o sotto \(-1\) e osserva le soluzioni sparire — l'equazione diventa impossibile.

Ferma \(k\) esattamente su \(0{,}5\) con la funzione seno: ritrovi le soluzioni \(30°\) e \(150°\) del quesito \(2\sin x=1\). Prova poi \(k=1\): le due soluzioni si fondono in una sola, come il \(\Delta=0\) delle equazioni di secondo grado.

Esercizi guidati

Difficoltà crescente. Quando la risposta è un angolo, scrivi il valore in gradi; quando è un valore goniometrico, usa i decimali indicati nel testo.

Test · Goniometria

Una domanda alla volta, con esito immediato. Tieni a mente il disegno della circonferenza: quasi ogni risposta si legge da lì.

Probabilità, dati e conteggio

Taglio deliberatamente essenziale: qui trovi solo ciò che serve a rispondere in meno di due minuti. Ogni schema è presentato nella forma più rapida — tabelle di frequenze, frequenze naturali al posto di Bayes, la "regola del menù" al posto delle formule combinatorie.

Se vuoi approfondire
Questo filone è il compendio da test di un percorso più ampio. Per la trattazione completa — assiomi, alberi, numeri di Catalan, variabili aleatorie, distribuzione normale — c'è l'app dedicata Combinatoria & Probabilità, con le stesse quattro fasi di studio. Qui restiamo sull'osso: riconoscere lo schema e chiudere il quesito.

Leggere una distribuzione di frequenze

I dati raccolti in classi (intervalli) sono un classico del test. La frequenza percentuale dice quanta parte delle osservazioni cade in ciascuna classe; la somma fa sempre 100%.

ClasseFrequenza percentualeFrequenza cumulata
[0, 10)10%10%
[10, 20)30%40%
[20, 30)40%80%
[30, 40)20%100%

La domanda tipica è: qual è la probabilità che un valore estratto a caso sia minore di 25? Le prime due classi stanno tutte sotto 25 e valgono \(10\%+30\%=40\%\). Il valore 25 però cade a metà della terza classe: se, come dice il testo, i dati al suo interno sono distribuiti uniformemente, se ne prende la metà.

\[ P(X<25)=10\%+30\%+\frac{25-20}{30-20}\cdot 40\% = 40\%+20\%=60\% \]
La regola dell'interpolazione
Dentro una classe uniformemente distribuita, prendi la frazione di ampiezza che ti serve e applicala alla frequenza della classe: \(\dfrac{\text{soglia}-\text{estremo inferiore}}{\text{ampiezza della classe}}\). L'espressione "uniformemente distribuiti" nel testo è il permesso esplicito a fare questa proporzione — senza quella frase il quesito sarebbe irrisolvibile.

Media, mediana, moda

  • Media: somma dei valori diviso il loro numero. Se i dati sono raggruppati, si usa la media pesata con le frequenze.
  • Mediana: il valore che sta in mezzo ai dati ordinati (il 50% sta sotto, il 50% sopra). Con i dati in classi, è dove la frequenza cumulata raggiunge il 50%.
  • Moda: il valore (o la classe) con la frequenza più alta.

Nella tabella qui sopra la classe modale è \([20,30)\) e la mediana cade anch'essa in quella classe, perché la cumulata passa il 50% proprio lì.

Tabelle a doppia entrata

Quando i dati incrociano due caratteri, la tabella contiene già tutte le risposte: la difficoltà è solo capire su quale totale dividere.

AttivitàClassi I-IIClassi III-IVTotale
Laboratorio teatro182745
Gruppo sportivo223355
Nessuna attività163450
Totale5694150

Sapendo che uno studente partecipa ad almeno un'attività, qual è la probabilità che provenga dalle classi III-IV? La condizione "sapendo che" restringe il denominatore: non più 150 studenti, ma solo quelli attivi, cioè \(150-50=100\). Tra questi, i III-IV sono \(27+33=60\).

\[ P(\text{III-IV}\mid \text{attivo})=\frac{60}{100}=0{,}6 \]

Chi divide per 150 sbaglia — e quel valore, \(60/150\), è sempre presente tra le alternative.

Probabilità: le quattro regole che bastano

\[ P(A)=\frac{\text{casi favorevoli}}{\text{casi possibili}},\qquad P(\bar A)=1-P(A) \]
\[ P(A\cup B)=P(A)+P(B)-P(A\cap B),\qquad P(A\cap B)=P(A)\cdot P(B)\ \text{se indipendenti} \]

La seconda formula — il passaggio al contrario — è la scorciatoia più preziosa. Ogni volta che leggi "almeno uno", calcola la probabilità che non accada nessuno e sottrai da 1: è quasi sempre un conto solo invece di tre.

\[ P(\text{almeno un 6 in 2 lanci})=1-\left(\tfrac56\right)^{2}=1-\tfrac{25}{36}=\tfrac{11}{36}\approx 0{,}306 \]

Estrazioni: con o senza reimmissione?

È la domanda da porsi sempre. Con reimmissione le probabilità restano identiche a ogni estrazione (eventi indipendenti). Senza reimmissione cambiano: da un'urna con 5 rosse su 8, due rosse di fila hanno probabilità \(\frac58\cdot\frac47\), non \(\left(\frac58\right)^2\).

Bayes senza formula: le frequenze naturali

Il teorema di Bayes fa paura in formula e diventa banale se si ragiona su una popolazione concreta. Esempio da test: la macchina A produce 2500 viti all'ora di cui 100 difettose; la macchina B ne produce 5000 di cui 300 difettose.

MacchinaProdotteDifettoseBuone
A25001002400
B50003004700
Totale75004007100

Percentuale di viti difettose sul totale: \(\dfrac{400}{7500}\approx 5{,}3\%\). E se una vite difettosa proviene da A?

\[ P(A\mid D)=\frac{100}{400}=25\% \]

Nessuna formula: si guarda solo la colonna dei difettosi e si chiede quale frazione viene da A. È esattamente ciò che dice Bayes, scritto in un modo che il cervello capisce al volo:

\[ P(A\mid D)=\frac{P(A)\cdot P(D\mid A)}{P(D)} \]
L'inversione che inganna tutti
\(P(D\mid A)\) e \(P(A\mid D)\) sono quantità diverse. Nell'esempio: il 4% delle viti di A è difettoso, ma il 25% delle viti difettose viene da A. Confondere le due è l'errore su cui si costruisce il quesito — e vale anche per i test diagnostici, dove un test positivo per una malattia rara è spesso un falso positivo.

Contare: la regola del prodotto e le sue tre varianti

Se una scelta si compone di fasi successive, il numero totale di esiti è il prodotto delle possibilità di ciascuna fase. È la "regola del menù": con 4 antipasti, 5 primi, 4 secondi, 3 contorni e 4 dessert, i pasti completi sono

\[ 4\cdot5\cdot4\cdot3\cdot4=960 \]

Se invece ogni portata può essere saltata, ciascuna fase acquista un'opzione in più ("niente"): \(5\cdot6\cdot5\cdot4\cdot5=3000\) modi diversi di usare il ristorante — uno dei quali consiste nel non ordinare nulla.

Le tre formule, scelte da due domande

Davanti a un conteggio, chiediti: l'ordine conta? e si può ripetere?

SituazioneFormulaEsempio
Ordine sì, senza ripetizione\(D_{n,k}=\dfrac{n!}{(n-k)!}\)podio di 3 su 8 atleti: \(8\cdot7\cdot6=336\)
Ordine sì, con ripetizione\(n^{k}\)schedina di 13 partite con 3 segni: \(3^{13}\)
Ordine no, senza ripetizione\(\binom{n}{k}=\dfrac{n!}{k!\,(n-k)!}\)4 libri su 7: \(\binom74=35\)
Tutti gli elementi in fila\(P_n=n!\)5 amici in fila indiana: \(5!=120\)
Anagrammi con lettere ripetute\(\dfrac{n!}{h_1!\,h_2!\cdots}\)MAMMA: \(\dfrac{5!}{3!\,2!}=10\)

Prove ripetute: la distribuzione binomiale

Quando si ripete \(n\) volte la stessa prova indipendente, con probabilità \(p\) di successo, la probabilità di ottenere esattamente \(k\) successi è

\[ P(k)=\binom{n}{k}\,p^{k}\,(1-p)^{n-k} \]

Esempio: cinque quesiti con cinque alternative ciascuno, risposti a caso (\(p=\frac15\)). Probabilità di indovinarne esattamente 4?

\[ P(4)=\binom54\left(\tfrac15\right)^{4}\left(\tfrac45\right)=5\cdot\frac{1}{5^{4}}\cdot\frac45=\frac{4}{5^{4}} \]

Il coefficiente \(\binom54=5\) conta in quali posizioni cadono le risposte esatte: dimenticarlo è l'errore standard.

Il criterio del caso peggiore

Quando il quesito chiede una certezza ("quante ne devo prendere per essere sicuro di…"), la probabilità non c'entra nulla. Si ragiona come se l'universo giocasse contro di noi, concedendo l'oggetto desiderato solo quando non ha più alternative.

In un magazzino ci sono 80 scatole, 20 delle quali difettose. Quante bisogna ispezionarne per essere certi di trovarne almeno 4 difettose? Nel caso più sfortunato le prime scatole aperte sono tutte buone: sono 60. Poi, per forza, arrivano le difettose:

\[ 60+4=64 \]

Stesso schema con i guanti presi al buio: se in un cassetto ci sono 12 paia bianche e 8 paia nere (40 guanti in tutto), per essere certi di avere un paio bianco (destro + sinistro) il caso peggiore è: tutti i 16 guanti neri, poi tutti i 12 destri bianchi, e solo allora il guanto decisivo:

\[ 16+12+1=29 \]
Come si imposta, sempre
Elenca tutto ciò che l'universo può darti prima di essere costretto a concederti quello che ti serve, sommalo, e aggiungi il minimo indispensabile. Se il quesito chiede "un paio", ricorda che serve un destro e un sinistro: è quel dettaglio a distinguere le due risposte del quesito dei guanti.

Simulazione · Distribuzioni e frequenze naturali

Il primo laboratorio ti fa vedere l'interpolazione dentro una classe; il secondo smonta il teorema di Bayes trasformandolo in un conteggio di persone.

Istogramma e soglia: quanta parte sta sotto?

Quattro classi di ampiezza 10 con le loro frequenze percentuali. Muovi la soglia e osserva la parte colorata: dentro la classe attraversata, la simulazione taglia proporzionalmente, esattamente come impone l'ipotesi di distribuzione uniforme. Le frequenze si aggiustano da sole per sommare 100%.

Porta la soglia esattamente su 25 con le frequenze 10-30-40-20: ritrovi il 60% del quesito da test. Poi spostala su 20 e su 30: nei punti di confine non serve interpolare, basta la cumulata.

Bayes con le frequenze naturali

Invece di applicare la formula, immagina 10 000 persone e conta. I quattro riquadri mostrano veri positivi, falsi positivi, falsi negativi e veri negativi. La probabilità cercata è semplicemente la frazione di veri positivi tra tutti i positivi: la colonna evidenziata.

veri positivi (malati, test +) falsi positivi (sani, test +) negativi
Con prevalenza 1%, sensibilità 99% e specificità 95%, un test positivo indica un vero malato solo nel 17% dei casi: i falsi positivi tra i tantissimi sani sopraffanno i pochi veri positivi. Alza la prevalenza al 20% e osserva la percentuale schizzare in alto — è lo stesso test, cambia solo la popolazione.

Esercizi guidati

Difficoltà crescente, dai conteggi diretti al criterio del caso peggiore. Per le probabilità scrivi il valore decimale con le cifre richieste; per i conteggi, il numero intero.

Test · Probabilità, dati e conteggio

Una domanda alla volta, con esito immediato. Occhio ai denominatori: la maggior parte degli errori nasce dal dividere sul totale sbagliato.