Sessanta quesiti, cento minuti, una sola occasione
Il test di accesso non premia chi sa più formule: premia chi riconosce in fretta la struttura di un problema e sceglie la strada più corta. Questo percorso ti allena a fare esattamente questo, argomento per argomento, dalla teoria al quiz cronometrato.
Che cosa costruiremo insieme
I quesiti di matematica dei test a numero chiuso — medicina, veterinaria, professioni sanitarie, ingegneria, architettura — ruotano da anni intorno a un nucleo di argomenti sorprendentemente stabile. Non è un programma sterminato: è un insieme ristretto di schemi ricorrenti. Riconoscerli è metà del lavoro; l'altra metà è saperli eseguire in fretta e senza errori di distrazione.
I sei filoni
Ogni filone ha quattro momenti: Teoria essenziale, con le formule che servono davvero e i tranelli tipici; Simulazione interattiva in cui muovi tu i parametri e vedi la formula reagire; Esercizi a difficoltà crescente con indizi che compaiono solo quando li chiedi; Test a risposta multipla con correzione immediata. Alla fine ti aspetta il Quiz finale: un'ampia selezione di quesiti misti su tutti i filoni, cronometrabili come all'esame, dove le risposte compaiono solo alla consegna.
Il lavoro da svolgere
Questo non è un testo da leggere passivamente: è una palestra. Il lavoro consiste nell'attraversare ogni filone nelle sue quattro fasi, nell'ordine — perché ciascuna prepara la successiva — e nel tornare indietro ogni volta che il test ti segnala una lacuna.
Obiettivi di apprendimento
Al termine del percorso dovresti essere in grado di:
- tradurre un testo in linguaggio matematico, scegliendo lo strumento giusto: insiemi quando le alternative sono compatibili, diagramma ad albero quando si escludono a vicenda;
- risolvere equazioni di secondo grado, biquadratiche, esponenziali e logaritmiche riconducendole tutte allo stesso schema con una sostituzione;
- leggere un grafico per contare le soluzioni di \(f(x)=k\) senza risolvere l'equazione;
- calcolare aree e angoli combinando figure elementari, e usare la parabola per i problemi di massimo;
- orientarti sulla circonferenza goniometrica: seno come ordinata, coseno come ascissa, segni nei quattro quadranti;
- maneggiare percentuali, probabilità, tabelle a doppia entrata e conteggi combinatori con la sicurezza necessaria a rispondere in meno di due minuti.
Come procedere, in quattro fasi
Nella teoria fermati a ogni formula e prova a rifarne il ragionamento. Nella simulazione non limitarti a guardare: prima di spostare un cursore, prevedi che cosa succederà, poi controlla — è lì che si impara. Negli esercizi concediti di sbagliare prima di chiedere aiuto: gli indizi compaiono uno per volta apposta. Il test non serve a darti un voto, ma a mostrarti dove tornare indietro.
Il metodo: quattro abitudini che valgono punti
Prima ancora della matematica, ci sono quattro abitudini che al test fanno la differenza. Sembrano banali: sono esattamente ciò che distingue chi finisce in tempo da chi resta indietro.
① Prima ricava, poi leggi la domanda
Leggi il testo fino in fondo una prima volta e ricava tutte le informazioni che contiene, marcandole sulla figura o a margine: questo angolo è retto, questo raggio vale \(r\), questo triangolo è isoscele. Solo dopo torna alla domanda. Se leggi prima la domanda, tenderai a cercare "la formula per quella cosa lì" e ti perderai i dati nascosti nel testo — che sono quasi sempre la chiave.
② Valuta il costo prima di partire
Appena capito il quesito, stima quanto ti costerà: dieci secondi (intuizione immediata), due minuti (ragionando sulle alternative), cinque minuti (risoluzione completa). Se il conto è alto, salta e torna dopo: un quesito facile lasciato indietro vale quanto uno difficile risolto, e costa un decimo del tempo.
③ Guarda le alternative: sono parte del problema
Le cinque opzioni non sono un dettaglio, sono dati aggiuntivi. A volte quattro sono assurde per ordine di grandezza o per segno, e la risposta si trova per esclusione in pochi secondi. Quando i valori proposti sono semplici, conviene andare dal risultato al testo — sostituirli e vedere quale funziona — invece di risolvere l'equazione.
④ Il criterio del caso peggiore
Quando un quesito chiede "quanti ne devo prendere per essere certo di…", non stai facendo un calcolo di probabilità: stai ragionando sul caso più sfortunato possibile. Immagina che l'universo giochi contro di te e ti dia sempre l'oggetto sbagliato, finché non è costretto a darti quello giusto. È lo stesso ragionamento dei guanti presi al buio o delle scatole difettose da ispezionare.
Nota storica sugli argomenti
Gli argomenti che troverai in queste sei schede hanno storie lontanissime tra loro, e messi in fila raccontano quasi tremila anni di pensiero matematico. Non è erudizione inutile: sapere da quale problema è nato uno strumento aiuta a ricordare a che cosa serve.
La geometria è la più antica: nasce come tecnica di misura dei campi lungo il Nilo e diventa scienza deduttiva con Euclide, che intorno al 300 a.C. raccoglie negli Elementi tutto il sapere geometrico greco in una catena di teoremi dedotti da cinque postulati. È il libro di testo più longevo della storia: si è studiato praticamente immutato per oltre duemila anni. Poco dopo Archimede calcola aree e volumi con metodi che anticipano l'analisi, e stringe \(\pi\) tra \(3+\frac{10}{71}\) e \(3+\frac{1}{7}\).
La trigonometria nasce da un'esigenza pratica: misurare il cielo. Ipparco di Nicea (II sec. a.C.) compila la prima tavola di corde per prevedere le posizioni degli astri, e Tolomeo la perfeziona nell'Almagesto. La parola "seno" è frutto di un curioso equivoco di traduzione: il sanscrito jyā ("corda dell'arco") diventa in arabo jiba, letto poi come jaib ("insenatura, seno"), e tradotto in latino con sinus. Il seno che scrivi sul foglio conserva l'errore di un traduttore del XII secolo.
L'algebra ha una data di nascita e un nome: intorno all'820, a Baghdad, al-Khwārizmī scrive il trattato al-jabr wa'l-muqābala — "il ricomporre e il bilanciare" — dedicato alla soluzione sistematica delle equazioni. Da al-jabr viene la parola algebra; dal nome latinizzato dell'autore, algorismus, viene la parola algoritmo. Le equazioni di terzo grado saranno poi al centro della più celebre disputa della matematica italiana, tra Tartaglia e Cardano, nella Bologna del Cinquecento.
I logaritmi nascono nel 1614 da un problema di fatica: gli astronomi passavano giornate a moltiplicare numeri di dieci cifre. John Napier (Nepero) inventa uno strumento che trasforma le moltiplicazioni in addizioni, e Laplace dirà che l'invenzione "raddoppiò la vita degli astronomi". Il numero \(e\), che compare come base naturale, sarà battezzato e studiato da Eulero nel Settecento — lo stesso che ci lascia la notazione \(f(x)\) e l'idea moderna di funzione.
Gli insiemi sono i più giovani di tutti: Georg Cantor li introduce tra il 1874 e il 1897 studiando l'infinito, con risultati così controintuitivi da essere osteggiati per decenni. I diagrammi che userai per i quesiti sui "70% che mangiano pizza" li disegna nel 1880 il logico inglese John Venn. E la probabilità, come sai, nasce nel 1654 da una domanda sul gioco d'azzardo posta da un giocatore a Pascal, per diventare scienza rigorosa solo nel 1933 con gli assiomi di Kolmogorov.
Insiemi, logica e percentuali
È il filone più sottovalutato e il più redditizio: quesiti che sembrano indovinelli si risolvono in trenta secondi con un disegno. Tutto il segreto sta in una domanda sola, da porsi prima di scrivere qualsiasi conto: le alternative in gioco possono coesistere oppure si escludono a vicenda?
La scelta che decide tutto: insiemi o albero?
Davanti a un problema con più categorie, la prima mossa non è calcolare ma scegliere lo strumento di rappresentazione. La regola è netta:
Sbagliare strumento è l'errore più costoso di tutto il test: porta a sommare ciò che andava moltiplicato, o a contare due volte le persone che stanno in entrambe le categorie.
Insiemi: le quattro regioni e il principio di inclusione-esclusione
Due insiemi \(A\) e \(B\) dentro un universo \(\Omega\) dividono il mondo in quattro regioni e non una di più: solo \(A\), solo \(B\), entrambi (\(A\cap B\)), nessuno dei due. Chi impara a compilarle tutte e quattro non sbaglia più questi quesiti.
La formula che le lega è il principio di inclusione-esclusione:
Il termine sottratto è la ragione d'essere della formula: sommando \(|A|\) e \(|B|\) gli elementi comuni vengono contati due volte, quindi vanno tolti una volta. Da qui si ricava anche la relazione più utile al test, quella "al contrario":
① chi sta in almeno uno \(=\) totale \(-\) nessuno dei due; ② intersezione \(=|A|+|B|-\) (chi sta in almeno uno); ③ solo A \(=|A|-\) intersezione. Tre sottrazioni, nessuna formula da ricordare.
Un esempio da test
In un cortile ci sono 450 studenti: 80 portano il berretto, 120 la sciarpa, 300 non portano né l'uno né l'altra. Quanti portano solo il berretto?
- Con almeno uno dei due: \(450-300=150\).
- Intersezione: \(80+120-150=50\) portano entrambi.
- Solo berretto: \(80-50=30\).
Nota che senza l'informazione sui 300 il problema sarebbe indeterminato: l'intersezione potrebbe valere qualsiasi numero tra 0 e 80. Il dato "nessuno dei due" non è un di più, è la chiave.
Insiemi inclusi uno nell'altro
Attenzione al caso in cui una categoria è contenuta in un'altra: "tutte le ballerine professioniste conoscono il russo" significa \(B\subseteq R\), cioè il cerchio delle ballerine sta dentro quello di chi conosce il russo. Da \(B\subseteq R\) segue che chi non conosce il russo non è ballerina professionista, ma non il viceversa: conoscere il russo non rende ballerine.
Logica elementare: negazioni, condizioni, sillogismi
I quesiti di logica dei test si risolvono quasi sempre disegnando gli insiemi in gioco. Restano tre schemi da conoscere a memoria, perché su questi si costruiscono i distrattori.
① La negazione di "tutti"
La negazione di "tutti gli X sono Y" non è "nessun X è Y", ma "almeno un X non è Y". Allo stesso modo, la negazione di "esiste almeno un X che è Y" è "nessun X è Y". Al test compare quasi sempre come alternativa sbagliata la negazione "eccessiva".
| Affermazione | La sua negazione corretta | Errore tipico |
|---|---|---|
| Tutti i corvi sono neri | Almeno un corvo non è nero | "Nessun corvo è nero" |
| Qualche studente ha passato l'esame | Nessuno studente ha passato l'esame | "Qualcuno non ha passato" |
| Nessuno è arrivato in orario | Almeno uno è arrivato in orario | "Tutti sono arrivati in orario" |
② Necessario e sufficiente
Se "studiare molto fa superare l'esame", allora l'insieme di chi studia molto (\(S\)) è contenuto in quello di chi supera l'esame (\(E\)): \(S\subseteq E\). Studiare molto è una condizione sufficiente, non necessaria: c'è spazio, dentro \(E\) e fuori da \(S\), per chi passa l'esame senza studiare molto. Invertire l'implicazione (\(E\Rightarrow S\)) è l'errore logico più diffuso di tutti.
Cioè: se studiare molto implica passare, allora non passare implica non aver studiato molto. Questa è l'unica inversione lecita, e al test è spesso la risposta giusta.
③ Sillogismi con i diagrammi
Quando il testo dice "alcuni A sono B" e "tutti i B sono C", disegna: il cerchio \(B\) dentro \(C\), e \(A\) che interseca \(B\). Poi leggi dal disegno quali affermazioni sono necessariamente vere — non quelle che potrebbero esserlo. Se riesci a disegnare anche una sola configurazione in cui l'affermazione è falsa, quella risposta va scartata.
Percentuali: le tre situazioni che ricorrono
Una percentuale è una frazione con denominatore 100: \( x\% = \dfrac{x}{100} \). Calcolare il \(x\%\) di una quantità significa moltiplicare per quella frazione. Da qui discendono tre schemi.
① Percentuale di una percentuale: si moltiplica
"Il 70% degli iscritti mangia pizza; tra questi, il 60% beve alcolici." Chi fa entrambe le cose è il \(60\%\) del \(70\%\):
E chi mangia pizza senza alcolici è il resto del 70%: \(70\% - 42\% = 28\%\), che si può scrivere direttamente \(0{,}70\cdot 0{,}40 = 28\%\). La parolina "tra questi" (oppure "di questi", "di loro") è il segnale che si moltiplica.
② Frazioni successive del rimanente: la catena
"Spendo \(\frac13\) dello stipendio per l'affitto, \(\frac25\) del rimanente per il cibo, \(\frac37\) del rimanente per il vestiario." Ogni tappa lavora su ciò che è avanzato dalla precedente, quindi conviene ragionare su quanto resta, non su quanto si spende:
La frazione finale che sopravvive è il prodotto dei rimanenti: \(\frac23\cdot\frac35\cdot\frac47 = \frac{24}{105} = \frac{8}{35}\). Se alla fine restano 105 €, lo stipendio si trova invertendo: \(S \cdot \frac{8}{35} = 105 \Rightarrow S = 105\cdot\frac{35}{8}\).
③ Tornare indietro da una variazione
Un prezzo aumentato del 20% diventa \(P\cdot 1{,}20\). Per tornare al prezzo iniziale non si toglie il 20%: si divide per \(1{,}20\). Ecco perché un aumento del 20% seguito da uno sconto del 20% non riporta al punto di partenza:
In generale due variazioni successive si compongono moltiplicando i fattori, mai sommando le percentuali.
Percentuali e frazioni da riconoscere a colpo d'occhio
| Frazione | 1/2 | 1/3 | 2/3 | 1/4 | 3/4 | 1/5 | 1/8 | 1/20 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Percentuale | 50% | 33,3% | 66,7% | 25% | 75% | 20% | 12,5% | 5% |
Saperle leggere in entrambi i sensi fa risparmiare decine di secondi: quando in un quesito compare \(\frac{3}{14}\), riconoscere subito "poco più del 21%" può bastare per scegliere tra le cinque alternative senza fare la divisione.
Simulazione · Venn e catena di percentuali
Due laboratori. Nel primo muovi i numeri di un quesito "da cortile" e vedi le quattro regioni riempirsi in tempo reale; nel secondo segui il tuo stipendio che si consuma di tappa in tappa.
Le quattro regioni di un diagramma di Venn
Un gruppo di studenti: alcuni portano il berretto, alcuni la sciarpa, alcuni entrambi, alcuni niente. Regola i tre cursori e osserva: il diagramma si aggiorna e mostra tutte le quantità che un quesito potrebbe chiederti. Quando la configurazione è impossibile (per esempio l'intersezione più grande di uno dei due gruppi) la simulazione te lo segnala.
La catena delle frazioni: quanto resta davvero?
Uno stipendio viene speso in tre tappe: una frazione per l'affitto, poi una frazione del rimanente per il cibo, poi una frazione del rimanente per il vestiario. La barra mostra come si consuma; il riquadro calcola la frazione superstite. Confronta con l'errore classico: sommare le tre frazioni come se agissero tutte sul totale.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. I suggerimenti compaiono solo quando li chiedi: prova prima da solo, poi svela un indizio alla volta. Scrivi i numeri con la virgola decimale (es. 21,4) oppure con il punto: vanno bene entrambi.
Test · Insiemi, logica e percentuali
Una domanda alla volta, con esito immediato: rispondi e vedrai subito se hai colto il punto. Puoi tornare indietro e correggerti quando vuoi.
Equazioni: dal secondo grado alle trinomie
La buona notizia è che le equazioni del test sono quasi tutte la stessa equazione travestita. Biquadratiche, esponenziali, logaritmiche: cambia l'abito, ma sotto c'è sempre un trinomio di secondo grado che aspetta solo la sostituzione giusta.
Il ripasso indispensabile: l'equazione di secondo grado
Per \(ax^2+bx+c=0\) con \(a\neq 0\), le soluzioni sono
Il discriminante \(\Delta\) non serve solo a calcolare: serve soprattutto a rispondere senza calcolare.
| Discriminante | Soluzioni reali | Significato grafico |
|---|---|---|
| \(\Delta>0\) | due distinte | la parabola taglia l'asse \(x\) in due punti |
| \(\Delta=0\) | due coincidenti | la parabola è tangente all'asse \(x\) |
| \(\Delta<0\) | nessuna | la parabola non tocca l'asse \(x\) |
La formula ridotta: quando \(b\) è pari
Se il coefficiente \(b\) è pari conviene porre \(b=2\beta\) e usare
Con \(y^2-6y-27=0\) si ha \(\beta=-3\): \(y=3\pm\sqrt{9+27}=3\pm 6\), cioè \(9\) e \(-3\). Meno passaggi, meno errori di segno, numeri più piccoli sotto radice.
Somma e prodotto: la scorciatoia più redditizia del test
Le due radici soddisfano sempre
Per \(y^2-6y-27=0\) cerchi due numeri con somma 6 e prodotto \(-27\): \(9\) e \(-3\), trovati a mente in tre secondi. Al test, con coefficienti piccoli, questa strada batte sempre la formula risolutiva.
Le equazioni trinomie: una sola idea, tre travestimenti
Si chiama trinomia un'equazione della forma
dove la stessa espressione \(f(x)\) compare al quadrato e al primo grado. La strategia è sempre la medesima, in tre mosse:
- Sostituisci \(y=f(x)\) e risolvi l'equazione di secondo grado in \(y\).
- Torna indietro: per ogni \(y\) trovato, risolvi \(f(x)=y\).
- Verifica l'accettabilità: questa è la mossa che tutti dimenticano, ed è quella che il test controlla.
① Biquadratica: \(y=x^2\)
\(x^4-5x^2+4=0\) diventa \(y^2-5y+4=0\) con \(y=x^2\), da cui \(y=1\) e \(y=4\). Tornando indietro: \(x^2=1\Rightarrow x=\pm1\) e \(x^2=4\Rightarrow x=\pm2\). Quattro soluzioni. Attenzione: un valore \(y<0\) va scartato, perché un quadrato non è mai negativo.
② Esponenziale: \(y=a^x\)
Il segnale è la presenza di \(a^{2x}\) (oppure \(a^2\) elevato a \(x\)) accanto ad \(a^x\). Serve ricordare due identità:
Così \(9^{x}-2\cdot 3^{x+1}-27=0\) diventa \((3^x)^2-6\cdot 3^x-27=0\), cioè \(y^2-6y-27=0\) con \(y=3^x\): si ottiene \(y=9\) e \(y=-3\). Il valore \(-3\) non è accettabile, perché \(3^x>0\) sempre; da \(3^x=9\) segue \(x=2\).
Da qui una scorciatoia potentissima: in \(9^{x}+2\cdot3^{x+1}+10=0\) tutti gli addendi sono positivi, e una somma di positivi non può fare zero. L'equazione non ammette soluzioni reali, e lo si vede in dieci secondi senza scrivere nulla.
③ Logaritmica: \(y=\log x\)
\(\log^2 x-\log x-2=0\) diventa \(y^2-y-2=0\) con \(y=\log x\), da cui \(y=2\) e \(y=-1\). Qui, a differenza delle esponenziali, entrambi i valori vanno bene: il logaritmo può essere negativo. Tornando indietro (base 10): \(\log x=2\Rightarrow x=10^{2}=100\) e \(\log x=-1\Rightarrow x=10^{-1}=0{,}1\). Va invece verificato che gli \(x\) trovati siano positivi, come impone il dominio del logaritmo — e in questo caso lo sono.
Equazioni esponenziali e logaritmiche elementari
Prima delle trinomie, il test propone spesso equazioni immediate, che si risolvono portando i due membri alla stessa base:
Esempio: \(2^{x}+5=13\Rightarrow 2^{x}=8=2^{3}\Rightarrow x=3\). Oppure \(4^{x}=8\): si riscrive \(2^{2x}=2^{3}\), quindi \(2x=3\) e \(x=\frac32\). Il passaggio decisivo è sempre riconoscere la base comune: 4, 8, 16, 32 sono potenze di 2; 9, 27, 81 sono potenze di 3.
Quando la base comune non esiste si passa ai logaritmi: \(2^{x}=5 \Rightarrow x=\log_2 5\).
La condizione di tangenza: \(\Delta=0\)
È un classico assoluto. "Per quale valore di \(c\) la retta è tangente alla parabola?" oppure "per quale \(c\) l'equazione ha due soluzioni reali e coincidenti?": sono la stessa domanda.
Il metodo è meccanico: metti a sistema, porta tutto a primo membro, imponi \(\Delta=0\). Per \(x^2+2x=cx-1\):
Da \(2-c=\pm2\) si ottengono due valori: \(c=0\) e \(c=4\). Geometricamente è ovvio che siano due: da un punto esterno a una parabola partono due rette tangenti. Se una sola compare tra le alternative, è quella la risposta; se compaiono entrambe, la risposta giusta le contiene tutte e due.
Problemi tradotti in equazioni
Alcuni quesiti sono in italiano e vanno tradotti. Due schemi ricorrenti meritano di essere memorizzati.
Numeri e cifre
Un numero di due cifre, con \(x\) decine e \(y\) unità, vale \(10x+y\) — non \(xy\). Scambiando le cifre si ottiene \(10y+x\). Con questa traduzione tutto diventa un sistema lineare. Esempio: la somma delle cifre è 10 e, dividendo il numero per quello con le cifre scambiate, si ottiene 1 con resto 36. La divisione con resto si scrive \(10x+y=1\cdot(10y+x)+36\):
Il numero è \(73\). Il trucco è ricordare che dividendo = divisore × quoziente + resto.
Sconti, aumenti e valori iniziali
"Dopo uno sconto del 15% pago 68 €: quanto costava?" Non si aggiunge il 15%: si divide. \(P\cdot0{,}85=68\Rightarrow P=68/0{,}85=80\) €. La forma generale è sempre valore finale = valore iniziale × fattore, e il fattore è \(1+\frac{p}{100}\) per un aumento, \(1-\frac{p}{100}\) per uno sconto.
Simulazione · Trinomie e tangenza
Il primo laboratorio ti mostra che biquadratiche, esponenziali e logaritmiche sono la stessa equazione: cambia solo il modo di tornare indietro. Il secondo ti fa vedere il \(\Delta\) diventare zero sotto i tuoi occhi.
La trinomia universale: sostituisci, risolvi, torna indietro
Scegli il travestimento e i coefficienti dell'equazione \(y^{2}+by+c=0\). Il grafico è la parabola nella variabile sostituita \(y\): le sue intersezioni con l'asse orizzontale sono i valori di \(y\). Sotto trovi il ritorno alla \(x\), con l'indicazione di quali radici sono accettabili e quali no.
Condizione di tangenza: guarda il \(\Delta\) annullarsi
La parabola \(y=x^{2}+2x\) è fissa; la retta \(y=cx-1\) ruota al variare di \(c\) passando sempre per il punto \((0,-1)\). Muovi il cursore e osserva il discriminante: quando raggiunge lo zero, i due punti d'intersezione si fondono in uno solo — la retta è tangente.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Prova prima da solo: gli indizi compaiono uno alla volta, solo se li chiedi. Quando le soluzioni sono due, l'esercizio ti dice quale dei due valori inserire.
Test · Equazioni
Una domanda alla volta, con esito immediato. Attenzione alle radici non accettabili: è lì che si gioca la partita.
Funzioni, esponenziali e logaritmi
Qui il test cambia strategia: non chiede di risolvere, chiede di guardare. "Per quale funzione l'equazione \(f(x)=2\) ammette soluzione?" non si risolve con l'algebra: si risolve conoscendo la forma dei grafici e sapendo dove arriva ciascuna funzione.
I grafici da riconoscere a colpo d'occhio
Una funzione associa a ogni \(x\) del dominio uno e un solo valore \(y\). Sei grafici coprono la quasi totalità dei quesiti: vale la pena saperli disegnare a mano, con i loro valori limite.
| Funzione | Dominio | Immagine (valori assunti) | Forma |
|---|---|---|---|
| \(y=x^2\) | tutto \(\mathbb{R}\) | \([0,+\infty)\) | parabola con vertice in \(O\) |
| \(y=|x|\) | tutto \(\mathbb{R}\) | \([0,+\infty)\) | una "V" con vertice in \(O\) |
| \(y=\dfrac1x\) | \(x\neq0\) | \(y\neq0\) | iperbole in due rami |
| \(y=\sqrt{x}\) | \(x\ge0\) | \([0,+\infty)\) | mezza parabola coricata |
| \(y=e^{x}\) | tutto \(\mathbb{R}\) | \((0,+\infty)\) | cresce, asintoto \(y=0\) |
| \(y=\log x\) | \(x>0\) | tutto \(\mathbb{R}\) | cresce, asintoto \(x=0\) |
Il metodo grafico: contare le soluzioni senza risolvere
Risolvere \(f(x)=k\) significa cercare le intersezioni tra il grafico di \(f\) e la retta orizzontale \(y=k\). Il numero di soluzioni è il numero di punti di incontro. Applichiamolo al quesito classico: per quale funzione \(f(x)=2\) ammette soluzione?
| Funzione | \(f(x)=2\)? | Perché |
|---|---|---|
| \(f(x)=\log x\) | sì | il logaritmo assume ogni valore reale: \(x=100\) (base 10) |
| \(f(x)=\sin x\) | no | oscilla solo tra \(-1\) e \(1\), non arriva a 2 |
| \(f(x)=-|x|\) | no | assume solo valori \(\le 0\) |
| \(f(x)=1-x^{2}\) | no | parabola verso il basso: il massimo è 1 |
| \(f(x)=e^{x}+2\) | no | \(e^{x}>0\) implica \(f(x)>2\): il valore 2 non è mai raggiunto |
L'ultima riga è la più insidiosa: \(f(x)=2\) richiederebbe \(e^{x}=0\), e l'esponenziale non si annulla mai. Il grafico ha \(y=2\) come asintoto orizzontale: gli si avvicina quanto vuoi, senza toccarlo mai.
Le trasformazioni elementari
Da un grafico noto se ne ottengono altri senza rifare nulla:
- \(f(x)+k\): trasla verticalmente di \(k\) (in alto se \(k>0\));
- \(f(x-k)\): trasla orizzontalmente di \(k\) verso destra;
- \(-f(x)\): ribalta rispetto all'asse \(x\);
- \(f(-x)\): ribalta rispetto all'asse \(y\);
- \(|f(x)|\): ribalta verso l'alto le parti sotto l'asse \(x\).
Così \(y=1-x^{2}\) è la parabola \(y=x^2\) ribaltata (\(-x^2\)) e alzata di 1: vertice in \((0,1)\), rami verso il basso, massimo 1.
Logaritmi: definizione e proprietà
Il logaritmo è l'esponente da dare alla base per ottenere l'argomento:
Tutto qui: ogni volta che un logaritmo ti confonde, riscrivilo in forma esponenziale e il problema si semplifica. Da \(\log_2 8\) alla domanda "2 elevato a quanto fa 8?" — risposta 3.
Le proprietà, e a che cosa servono davvero
La terza è la più usata al test: l'esponente esce dal logaritmo e diventa fattore. Va ricordata anche nella versione che riguarda la base:
Esempio da test: da \(\log_{a^{2}}b^{3}=5\) segue \(\frac32\log_a b=5\), quindi \(\log_a b=\frac{10}{3}\). Chi non conosce questa forma perde due minuti; chi la conosce risponde in venti secondi.
Cambio di base e reciprocità
La seconda formula è il cuore di un quesito ricorrente: se \(\log_a b=p\) e \(\log_b a^{2}=q\), quanto vale \(p\cdot q\)? Basta osservare che \(\log_b a^{2}=2\log_b a=\dfrac{2}{p}\), dunque
Il risultato non dipende né da \(a\) né da \(b\): vale sempre 2.
I valori da sapere a memoria
| Regola | Esempio | Perché |
|---|---|---|
| \(\log_a 1=0\) | \(\log_5 1=0\) | \(a^{0}=1\) per ogni base |
| \(\log_a a=1\) | \(\log_7 7=1\) | \(a^{1}=a\) |
| \(\log_{10}100=2\) | \(\tfrac12\log_{10}100=1\) | \(10^{2}=100\) |
| \(2\log_{10}10=2\) | — | \(\log_{10}10=1\) |
Le ultime due righe risolvono un quesito noto: dati \(y=\frac12\log_{10}100\) e \(z=2\log_{10}10\), si ha \(y=1\) e \(z=2\), quindi \(y<z\). Nessun calcolo complicato, solo definizione.
Funzioni inverse: leggere il grafico al contrario
Una funzione è invertibile quando a valori diversi di \(x\) corrispondono valori diversi di \(y\): graficamente, ogni retta orizzontale la incontra al massimo una volta. Il grafico dell'inversa è il simmetrico rispetto alla bisettrice \(y=x\).
Esponenziale e logaritmo sono l'una l'inversa dell'altra: è per questo che i loro grafici sono speculari rispetto alla bisettrice, e che \(\log_a(a^{x})=x\).
Il seno non è invertibile su tutto \(\mathbb{R}\) (oscilla e ripassa infinite volte per lo stesso valore), ma lo diventa se lo si restringe all'intervallo \(\left[-\frac{\pi}{2},\frac{\pi}{2}\right]\), dove è crescente. La sua inversa si chiama arcoseno:
Simulazione · Grafici, soluzioni e logaritmi
Il primo laboratorio è la risposta visiva al quesito "\(f(x)=k\) ha soluzione?". Il secondo mostra perché esponenziale e logaritmo sono la stessa curva vista allo specchio.
Quante soluzioni ha \(f(x)=k\)?
Scegli la funzione e muovi la retta orizzontale \(y=k\). I punti evidenziati sono le soluzioni dell'equazione: contali. Quando la retta esce dall'immagine della funzione, le intersezioni spariscono e l'equazione non ha soluzioni.
Esponenziale e logaritmo: due curve, uno specchio
Cambia la base \(a\) e osserva le due curve \(y=a^{x}\) e \(y=\log_a x\): sono simmetriche rispetto alla bisettrice \(y=x\), perché una è l'inversa dell'altra. Quando la base scende sotto 1, entrambe si capovolgono e diventano decrescenti.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente, dai logaritmi immediati alle identità con base variabile. Gli indizi compaiono uno alla volta, solo se li chiedi.
Test · Funzioni, esponenziali e logaritmi
Una domanda alla volta, con esito immediato. Ricorda: molte risposte si trovano guardando l'immagine della funzione, non risolvendo l'equazione.
Geometria euclidea e analitica
I quesiti di geometria del test raramente chiedono un teorema: chiedono di scomporre una figura in pezzi noti e ricomporne le aree. La regola operativa è una sola: prima ricava tutto ciò che il testo e la figura ti dicono, poi leggi la domanda.
Le formule che devi avere in testa
| Figura | Area | Nota utile al test |
|---|---|---|
| Rettangolo | \(b\cdot h\) | diagonale \(=\sqrt{b^2+h^2}\) |
| Parallelogramma | \(b\cdot h\) | l'altezza è la distanza tra i lati, non il lato obliquo |
| Triangolo | \(\dfrac{b\cdot h}{2}\) | equilatero di lato \(l\): \(A=\dfrac{l^{2}\sqrt3}{4}\), \(h=\dfrac{l\sqrt3}{2}\) |
| Trapezio | \(\dfrac{(B+b)\,h}{2}\) | media delle basi per l'altezza |
| Cerchio | \(\pi r^{2}\) | circonferenza \(2\pi r\) |
| Settore circolare | \(\dfrac{\alpha}{360°}\,\pi r^{2}\) | un quarto di cerchio \(=\dfrac{\pi r^{2}}{4}\) |
Due relazioni valgono da sole molti quesiti: nel quadrato di lato \(l\) la diagonale è \(d=l\sqrt2\) (quindi \(l=d/\sqrt2\)); nel triangolo rettangolo vale Pitagora, \(i^{2}=c_1^{2}+c_2^{2}\).
Un classico: il parallelogramma dentro il rettangolo
In un rettangolo di dimensioni \(a\) e \(b\) si costruisce un parallelogramma che ha per base un segmento di lunghezza \(x\) sul lato lungo, e per altezza l'intero lato \(b\). Quanto deve valere \(x\) perché il parallelogramma abbia la stessa area della parte rimanente?
Se l'area del parallelogramma deve uguagliare quella della parte restante, ciascuna delle due vale metà del rettangolo:
Il lato \(b\) si semplifica: il risultato non dipende da \(b\). Riconoscere in anticipo che una grandezza si semplificherà è una delle abilità più utili al test, perché permette di scartare subito tutte le alternative in cui \(b\) compare.
Circonferenza: tangenti, raggi e angoli
Tre proprietà bastano per quasi tutti i quesiti sulla circonferenza:
- il raggio è perpendicolare alla tangente nel punto di tangenza — è il fatto che trasforma ogni problema di tangenza in un triangolo rettangolo;
- da un punto esterno partono due tangenti, di uguale lunghezza;
- l'angolo al centro è il doppio dell'angolo alla circonferenza che insiste sullo stesso arco; ogni angolo che insiste su una semicirconferenza è retto.
Da qui il quesito classico: la semiretta \(PT\) è tangente in \(T\) e il segmento \(PO\) misura \(2r\). Quanto vale l'angolo \(\widehat{OPT}\)? Nel triangolo rettangolo \(OTP\) il cateto opposto \(OT\) vale \(r\) e l'ipotenusa \(OP\) vale \(2r\), quindi
Il cateto che è metà dell'ipotenusa è la firma dell'angolo di 30°: vale la pena riconoscerla immediatamente, perché ricorre in decine di quesiti.
Geometria analitica: il minimo indispensabile
Per la retta: \(y=mx+q\), dove \(m\) è il coefficiente angolare e \(q\) l'ordinata all'origine. Due rette sono parallele se \(m_1=m_2\), perpendicolari se \(m_1\cdot m_2=-1\).
Per la parabola \(y=ax^{2}+bx+c\): concavità verso l'alto se \(a>0\), verso il basso se \(a<0\); l'ascissa del vertice è
Il problema di massimo con la parabola
È il quesito di ottimizzazione che compare più spesso, e non richiede derivate. Esempio: con una rete metallica lunga 66 m si vuole recintare un'area rettangolare addossata a una parete (quindi con soli tre lati da coprire). Quali dimensioni danno l'area massima?
Detto \(x\) il lato parallelo alla parete, gli altri due lati misurano ciascuno \(\dfrac{66-x}{2}\), e l'area è
È una parabola con la concavità verso il basso: il massimo è nel vertice.
Il lato lungo la parete misura 33 m, gli altri due 16,5 m ciascuno: il rettangolo ottimo è metà di un quadrato. Non è un caso — nei problemi con tre lati vincolati la soluzione ha sempre questa forma.
Simulazione · Massimo, tangenti e aree
Tre laboratori: cerchi il rettangolo di area massima muovendo un lato, misuri l'angolo di tangenza allontanando un punto dalla circonferenza, e scomponi una figura ombreggiata nei suoi pezzi elementari.
Il recinto di area massima
Una rete di lunghezza fissa deve recintare un rettangolo addossato a una parete: solo tre lati consumano rete. Muovi il lato \(x\) parallelo alla parete e osserva contemporaneamente il recinto (a sinistra) e la parabola dell'area (a destra). Il massimo si raggiunge nel vertice.
Tangenti da un punto esterno
Allontana il punto \(P\) dal centro e osserva l'angolo tra la tangente e la congiungente \(PO\). Il triangolo \(OTP\) è sempre rettangolo in \(T\), perché il raggio è perpendicolare alla tangente: quindi \(\sin\widehat{OPT}=r/d\).
Aree per differenza: il quadrato e l'arco
Un quadrato di lato \(l\) e un quarto di cerchio di raggio \(l\) centrato in un vertice. Scegli quale regione evidenziare e leggi come si ottiene per somma o differenza di figure elementari. Le formule sotto si aggiornano con i valori numerici.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Dove la risposta contiene \(\pi\) o una radice, l'esercizio ti chiede il valore numerico approssimato: leggi con attenzione quante cifre decimali servono.
Test · Geometria
Una domanda alla volta, con esito immediato. Se c'è una figura da immaginare, disegnala su un foglio prima di rispondere: è più veloce che tenerla a mente.
Goniometria e trigonometria
Se ricordi una sola cosa di questo capitolo, ricorda questa: sulla circonferenza goniometrica il coseno è l'ascissa e il seno è l'ordinata. Da qui discendono i segni, i valori notevoli, le equazioni: tutto il resto è conseguenza.
La circonferenza goniometrica
È la circonferenza di raggio 1 centrata nell'origine. Un angolo \(\alpha\) si misura a partire dal semiasse positivo delle \(x\), in verso antiorario se positivo, orario se negativo. Il secondo lato dell'angolo incontra la circonferenza in un punto \(P\), e quel punto ha per coordinate
Gradi e radianti
Un giro completo vale \(360°\) oppure \(2\pi\) radianti: la conversione è una proporzione.
| Gradi | 0° | 30° | 45° | 60° | 90° | 180° | 270° | 360° |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Radianti | 0 | \(\frac{\pi}{6}\) | \(\frac{\pi}{4}\) | \(\frac{\pi}{3}\) | \(\frac{\pi}{2}\) | \(\pi\) | \(\frac{3\pi}{2}\) | \(2\pi\) |
Segni e valori notevoli
I segni si deducono dal disegno, non si imparano a memoria: basta chiedersi in quale quadrante cade il punto \(P\) e se le sue coordinate sono positive o negative.
| Quadrante | Angoli | \(\sin\alpha\) | \(\cos\alpha\) | \(\tan\alpha\) |
|---|---|---|---|---|
| I | 0°–90° | + | + | + |
| II | 90°–180° | + | − | − |
| III | 180°–270° | − | − | + |
| IV | 270°–360° | − | + | − |
La tabella dei valori notevoli
| \(\alpha\) | 0° | 30° | 45° | 60° | 90° |
|---|---|---|---|---|---|
| \(\sin\alpha\) | 0 | \(\frac12\) | \(\frac{\sqrt2}{2}\) | \(\frac{\sqrt3}{2}\) | 1 |
| \(\cos\alpha\) | 1 | \(\frac{\sqrt3}{2}\) | \(\frac{\sqrt2}{2}\) | \(\frac12\) | 0 |
| \(\tan\alpha\) | 0 | \(\frac{\sqrt3}{3}\) | 1 | \(\sqrt3\) | — |
Vale poi la relazione fondamentale, conseguenza diretta di Pitagora applicato al triangolo di raggio 1:
Da essa si ricava una quantità partendo dall'altra — ma attenzione al segno, che dipende dal quadrante: se \(\sin\alpha=\frac35\) e \(\alpha\) è nel secondo quadrante, allora \(\cos\alpha=-\frac45\), non \(+\frac45\).
Equazioni goniometriche elementari
Sono la forma più frequente al test: \(\sin x=k\), \(\cos x=k\), \(\tan x=k\). Il metodo è sempre lo stesso — e non finisce con la prima soluzione trovata.
Esempio: \(2\sin x=1\), cioè \(\sin x=\frac12\). Il valore notevole dice \(x=30°\), ma sulla circonferenza ci sono due punti con ordinata \(\frac12\): quello a 30° e il suo simmetrico rispetto all'asse \(y\), a \(180°-30°=150°\). E poiché ogni giro completo riporta allo stesso punto, le soluzioni sono infinite:
In radianti: \(x=\frac{\pi}{6}+2k\pi\) oppure \(x=\frac{5\pi}{6}+2k\pi\).
| Equazione | Le due famiglie di soluzioni | Simmetria |
|---|---|---|
| \(\sin x=k\) | \(x=\alpha+2k\pi\) e \(x=\pi-\alpha+2k\pi\) | rispetto all'asse \(y\) |
| \(\cos x=k\) | \(x=\pm\alpha+2k\pi\) | rispetto all'asse \(x\) |
| \(\tan x=k\) | \(x=\alpha+k\pi\) | una sola famiglia, periodo \(\pi\) |
Trigonometria del triangolo rettangolo
È il ponte con la geometria: in un triangolo rettangolo, detto \(\alpha\) uno degli angoli acuti,
dove \(i\) è l'ipotenusa. È la formula che, nel quesito della tangente alla circonferenza, permette di passare da \(\sin\widehat{OPT}=\frac{r}{2r}=\frac12\) alla risposta \(30°\).
Due triangoli meritano di essere memorizzati per intero, perché compaiono ovunque:
- il triangolo 30°-60°-90°, metà di un equilatero: i lati stanno come \(1:\sqrt3:2\) — il cateto minore è metà dell'ipotenusa;
- il triangolo 45°-45°-90°, metà di un quadrato: i lati stanno come \(1:1:\sqrt2\).
Riconoscerli in una figura fa risparmiare tutti i calcoli: se in un triangolo rettangolo un cateto è la metà dell'ipotenusa, gli angoli sono necessariamente 30° e 60°.
Simulazione · La circonferenza e le equazioni
Il primo laboratorio è la circonferenza goniometrica da manovrare: vedrai seno e coseno cambiare segno passando da un quadrante all'altro. Il secondo mostra perché un'equazione goniometrica ha (quasi sempre) due soluzioni per giro.
La circonferenza goniometrica
Ruota l'angolo \(\alpha\) e osserva il punto \(P\) muoversi. Il segmento orizzontale è il coseno (ascissa di \(P\)), quello verticale è il seno (ordinata). Quando un segmento punta verso il lato negativo dell'asse, il valore corrispondente diventa negativo: è tutto qui il quesito sui segni.
Risolvere \(\sin x=k\) (e \(\cos x=k\))
A sinistra la circonferenza, a destra il grafico della funzione su un giro completo. Muovi il livello \(k\): i punti evidenziati sono le soluzioni in \([0°,360°]\). Porta \(k\) oltre 1 o sotto \(-1\) e osserva le soluzioni sparire — l'equazione diventa impossibile.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Quando la risposta è un angolo, scrivi il valore in gradi; quando è un valore goniometrico, usa i decimali indicati nel testo.
Test · Goniometria
Una domanda alla volta, con esito immediato. Tieni a mente il disegno della circonferenza: quasi ogni risposta si legge da lì.
Probabilità, dati e conteggio
Taglio deliberatamente essenziale: qui trovi solo ciò che serve a rispondere in meno di due minuti. Ogni schema è presentato nella forma più rapida — tabelle di frequenze, frequenze naturali al posto di Bayes, la "regola del menù" al posto delle formule combinatorie.
Leggere una distribuzione di frequenze
I dati raccolti in classi (intervalli) sono un classico del test. La frequenza percentuale dice quanta parte delle osservazioni cade in ciascuna classe; la somma fa sempre 100%.
| Classe | Frequenza percentuale | Frequenza cumulata |
|---|---|---|
| [0, 10) | 10% | 10% |
| [10, 20) | 30% | 40% |
| [20, 30) | 40% | 80% |
| [30, 40) | 20% | 100% |
La domanda tipica è: qual è la probabilità che un valore estratto a caso sia minore di 25? Le prime due classi stanno tutte sotto 25 e valgono \(10\%+30\%=40\%\). Il valore 25 però cade a metà della terza classe: se, come dice il testo, i dati al suo interno sono distribuiti uniformemente, se ne prende la metà.
Media, mediana, moda
- Media: somma dei valori diviso il loro numero. Se i dati sono raggruppati, si usa la media pesata con le frequenze.
- Mediana: il valore che sta in mezzo ai dati ordinati (il 50% sta sotto, il 50% sopra). Con i dati in classi, è dove la frequenza cumulata raggiunge il 50%.
- Moda: il valore (o la classe) con la frequenza più alta.
Nella tabella qui sopra la classe modale è \([20,30)\) e la mediana cade anch'essa in quella classe, perché la cumulata passa il 50% proprio lì.
Tabelle a doppia entrata
Quando i dati incrociano due caratteri, la tabella contiene già tutte le risposte: la difficoltà è solo capire su quale totale dividere.
| Attività | Classi I-II | Classi III-IV | Totale |
|---|---|---|---|
| Laboratorio teatro | 18 | 27 | 45 |
| Gruppo sportivo | 22 | 33 | 55 |
| Nessuna attività | 16 | 34 | 50 |
| Totale | 56 | 94 | 150 |
Sapendo che uno studente partecipa ad almeno un'attività, qual è la probabilità che provenga dalle classi III-IV? La condizione "sapendo che" restringe il denominatore: non più 150 studenti, ma solo quelli attivi, cioè \(150-50=100\). Tra questi, i III-IV sono \(27+33=60\).
Chi divide per 150 sbaglia — e quel valore, \(60/150\), è sempre presente tra le alternative.
Probabilità: le quattro regole che bastano
La seconda formula — il passaggio al contrario — è la scorciatoia più preziosa. Ogni volta che leggi "almeno uno", calcola la probabilità che non accada nessuno e sottrai da 1: è quasi sempre un conto solo invece di tre.
Estrazioni: con o senza reimmissione?
È la domanda da porsi sempre. Con reimmissione le probabilità restano identiche a ogni estrazione (eventi indipendenti). Senza reimmissione cambiano: da un'urna con 5 rosse su 8, due rosse di fila hanno probabilità \(\frac58\cdot\frac47\), non \(\left(\frac58\right)^2\).
Bayes senza formula: le frequenze naturali
Il teorema di Bayes fa paura in formula e diventa banale se si ragiona su una popolazione concreta. Esempio da test: la macchina A produce 2500 viti all'ora di cui 100 difettose; la macchina B ne produce 5000 di cui 300 difettose.
| Macchina | Prodotte | Difettose | Buone |
|---|---|---|---|
| A | 2500 | 100 | 2400 |
| B | 5000 | 300 | 4700 |
| Totale | 7500 | 400 | 7100 |
Percentuale di viti difettose sul totale: \(\dfrac{400}{7500}\approx 5{,}3\%\). E se una vite difettosa proviene da A?
Nessuna formula: si guarda solo la colonna dei difettosi e si chiede quale frazione viene da A. È esattamente ciò che dice Bayes, scritto in un modo che il cervello capisce al volo:
Contare: la regola del prodotto e le sue tre varianti
Se una scelta si compone di fasi successive, il numero totale di esiti è il prodotto delle possibilità di ciascuna fase. È la "regola del menù": con 4 antipasti, 5 primi, 4 secondi, 3 contorni e 4 dessert, i pasti completi sono
Se invece ogni portata può essere saltata, ciascuna fase acquista un'opzione in più ("niente"): \(5\cdot6\cdot5\cdot4\cdot5=3000\) modi diversi di usare il ristorante — uno dei quali consiste nel non ordinare nulla.
Le tre formule, scelte da due domande
Davanti a un conteggio, chiediti: l'ordine conta? e si può ripetere?
| Situazione | Formula | Esempio |
|---|---|---|
| Ordine sì, senza ripetizione | \(D_{n,k}=\dfrac{n!}{(n-k)!}\) | podio di 3 su 8 atleti: \(8\cdot7\cdot6=336\) |
| Ordine sì, con ripetizione | \(n^{k}\) | schedina di 13 partite con 3 segni: \(3^{13}\) |
| Ordine no, senza ripetizione | \(\binom{n}{k}=\dfrac{n!}{k!\,(n-k)!}\) | 4 libri su 7: \(\binom74=35\) |
| Tutti gli elementi in fila | \(P_n=n!\) | 5 amici in fila indiana: \(5!=120\) |
| Anagrammi con lettere ripetute | \(\dfrac{n!}{h_1!\,h_2!\cdots}\) | MAMMA: \(\dfrac{5!}{3!\,2!}=10\) |
Prove ripetute: la distribuzione binomiale
Quando si ripete \(n\) volte la stessa prova indipendente, con probabilità \(p\) di successo, la probabilità di ottenere esattamente \(k\) successi è
Esempio: cinque quesiti con cinque alternative ciascuno, risposti a caso (\(p=\frac15\)). Probabilità di indovinarne esattamente 4?
Il coefficiente \(\binom54=5\) conta in quali posizioni cadono le risposte esatte: dimenticarlo è l'errore standard.
Il criterio del caso peggiore
Quando il quesito chiede una certezza ("quante ne devo prendere per essere sicuro di…"), la probabilità non c'entra nulla. Si ragiona come se l'universo giocasse contro di noi, concedendo l'oggetto desiderato solo quando non ha più alternative.
In un magazzino ci sono 80 scatole, 20 delle quali difettose. Quante bisogna ispezionarne per essere certi di trovarne almeno 4 difettose? Nel caso più sfortunato le prime scatole aperte sono tutte buone: sono 60. Poi, per forza, arrivano le difettose:
Stesso schema con i guanti presi al buio: se in un cassetto ci sono 12 paia bianche e 8 paia nere (40 guanti in tutto), per essere certi di avere un paio bianco (destro + sinistro) il caso peggiore è: tutti i 16 guanti neri, poi tutti i 12 destri bianchi, e solo allora il guanto decisivo:
Simulazione · Distribuzioni e frequenze naturali
Il primo laboratorio ti fa vedere l'interpolazione dentro una classe; il secondo smonta il teorema di Bayes trasformandolo in un conteggio di persone.
Istogramma e soglia: quanta parte sta sotto?
Quattro classi di ampiezza 10 con le loro frequenze percentuali. Muovi la soglia e osserva la parte colorata: dentro la classe attraversata, la simulazione taglia proporzionalmente, esattamente come impone l'ipotesi di distribuzione uniforme. Le frequenze si aggiustano da sole per sommare 100%.
Bayes con le frequenze naturali
Invece di applicare la formula, immagina 10 000 persone e conta. I quattro riquadri mostrano veri positivi, falsi positivi, falsi negativi e veri negativi. La probabilità cercata è semplicemente la frazione di veri positivi tra tutti i positivi: la colonna evidenziata.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente, dai conteggi diretti al criterio del caso peggiore. Per le probabilità scrivi il valore decimale con le cifre richieste; per i conteggi, il numero intero.
Test · Probabilità, dati e conteggio
Una domanda alla volta, con esito immediato. Occhio ai denominatori: la maggior parte degli errori nasce dal dividere sul totale sbagliato.
Geometria analitica
L'idea di Cartesio: dare a ogni punto del piano due numeri — le coordinate — e trasformare così i problemi di geometria in problemi di equazioni. Una retta diventa un'equazione di primo grado, una parabola una di secondo: riconoscerle a colpo d'occhio è già metà del lavoro.
Punti nel piano: distanza e punto medio
Dati due punti \(A(x_A,y_A)\) e \(B(x_B,y_B)\), due formule risolvono la maggior parte dei quesiti: la distanza (è Pitagora applicato alle differenze di coordinate) e il punto medio (la media delle coordinate).
La retta
Ogni retta non verticale si scrive nella forma esplicita
dove \(m\) è il coefficiente angolare — la pendenza, cioè di quanto sale \(y\) quando \(x\) aumenta di 1 — e \(q\) è l'ordinata all'origine, il punto \((0,q)\) in cui la retta taglia l'asse \(y\).
Il coefficiente angolare da due punti
Parallele e perpendicolari
| Relazione tra due rette | Condizione sui coefficienti angolari |
|---|---|
| parallele | \(m_1=m_2\) (stessa pendenza) |
| perpendicolari | \(m_1\cdot m_2=-1\), cioè \(m_2=-\dfrac{1}{m_1}\) |
La parabola
La parabola con asse verticale ha equazione
- la concavità è rivolta verso l'alto se \(a>0\), verso il basso se \(a<0\);
- l'ascissa del vertice (e dell'asse di simmetria) è \(x_V=-\dfrac{b}{2a}\); l'ordinata si trova sostituendo, \(y_V=f(x_V)\);
- il termine \(c\) è l'ordinata del punto in cui la parabola taglia l'asse \(y\), cioè \((0,c)\);
- le intersezioni con l'asse \(x\) sono le soluzioni di \(ax^2+bx+c=0\): due, una sola (\(\Delta=0\), vertice sull'asse) o nessuna, secondo il segno del discriminante.
Simulazione · Rette e parabole nel piano
Muovi i parametri e guarda la curva rispondere. Sulla retta cambia la pendenza \(m\) e l'intercetta \(q\); sulla parabola i coefficienti \(a,b,c\), e osserva vertice, asse di simmetria e intersezioni con gli assi spostarsi di conseguenza.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Quando la risposta è una coordinata o un coefficiente, scrivi il numero (con la virgola se serve, ad esempio \(-0{,}5\)).
Test · Geometria analitica
Una domanda alla volta, con esito immediato. Un disegno veloce degli assi aiuta a controllare quasi ogni risposta.
Successioni e progressioni
Una successione è un elenco ordinato di numeri, uno per ogni posto: \(a_1,a_2,a_3,\dots\) Due tipi tornano di continuo al test, perché seguono una regola semplice e prevedibile: le progressioni aritmetiche (si somma sempre lo stesso numero) e geometriche (si moltiplica sempre per lo stesso numero).
Progressione aritmetica
Ogni termine si ottiene sommando al precedente una costante \(d\), la ragione. Esempio: \(2,5,8,11,\dots\) con \(d=3\).
La formula della somma è l'idea del piccolo Gauss: sommare il primo e l'ultimo termine, moltiplicare per il numero di termini, dividere per due. Così \(1+2+\dots+100=\dfrac{(1+100)\cdot100}{2}=5050\).
Progressione geometrica
Ogni termine si ottiene moltiplicando il precedente per una costante \(q\), la ragione. Esempio: \(3,6,12,24,\dots\) con \(q=2\).
Simulazione · Progressioni a confronto
Scegli il tipo di progressione e muovi i parametri: vedrai i primi termini disegnarsi e leggerai il termine \(a_n\) e la somma \(S_n\). Confronta come cresce «a gradini uguali» un'aritmetica e come «esplode» una geometrica.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Riconosci prima il tipo di progressione, poi applica la formula giusta.
Test · Successioni e progressioni
Una domanda alla volta, con esito immediato.
Statistica descrittiva
Riassumere tanti dati con pochi numeri: dove stanno «al centro» (indici di posizione) e quanto sono «sparpagliati» (indici di dispersione). Sono i due gruppi di domande che il test pone quasi sempre.
Dove sta il centro: media, mediana, moda
- la media aritmetica è la somma dei valori divisa per quanti sono: \(\bar x=\dfrac{x_1+x_2+\dots+x_n}{n}\);
- la mediana è il valore centrale quando i dati sono messi in ordine (se sono pari, è la media dei due centrali);
- la moda è il valore che compare più spesso.
Quanto sono sparpagliati: range e deviazione standard
Il campo di variazione (range) è la differenza tra il valore massimo e il minimo. La varianza è la media dei quadrati degli scarti dalla media, e la deviazione standard \(\sigma\) è la sua radice: misura quanto in media i dati si discostano dal centro.
Una media pesata serve quando i valori «contano» diversamente: \(\bar x=\dfrac{\sum n_i x_i}{\sum n_i}\). È il caso di due classi di diversa numerosità: non si fa la media delle medie, si pesano per il numero di studenti.
Simulazione · Media contro mediana
Un piccolo insieme di dati, con un valore che puoi spostare a piacere: è l'outlier. Osserva la linea della media inseguire l'outlier mentre la mediana resta quasi ferma. È il motivo per cui, con dati «storti», la mediana descrive meglio il centro.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Quando la risposta ha decimali, usa la virgola (ad esempio \(6{,}5\)).
Test · Statistica descrittiva
Una domanda alla volta, con esito immediato.
Radicali e potenze
Le potenze sono una scrittura compatta per le moltiplicazioni ripetute, e i radicali ne sono l'operazione inversa. Poche proprietà, sempre le stesse: chi le padroneggia risolve a mente quesiti che sembrano lunghi.
Le proprietà delle potenze
| Regola | Formula |
|---|---|
| stesso numero, si sommano gli esponenti | \(a^m\cdot a^n=a^{m+n}\) |
| quoziente: si sottraggono | \(a^m:a^n=a^{m-n}\) |
| potenza di potenza: si moltiplicano | \((a^m)^n=a^{m\cdot n}\) |
| esponente zero | \(a^0=1\quad(a\neq0)\) |
| esponente negativo: reciproco | \(a^{-n}=\dfrac{1}{a^n}\) |
| esponente frazionario: radice | \(a^{1/n}=\sqrt[n]{a}\) |
I radicali
La radice \(n\)-esima è l'esponente frazionario \(\tfrac1n\); valgono quindi le stesse proprietà.
Due mosse ricorrono al test: portar fuori un fattore (\(\sqrt{72}=\sqrt{36\cdot2}=6\sqrt2\)) e razionalizzare il denominatore, cioè togliere la radice da sotto la frazione moltiplicando sopra e sotto per essa:
Simulazione · La funzione potenza
Muovi l'esponente \(n\) e osserva la curva \(y=x^{\,n}\) per \(x\ge0\): con \(n=2\) è una parabola, con \(n=\tfrac12\) è una radice quadrata (la parabola «coricata»), con \(n=1\) una retta. Comunque scelga \(n\), la curva passa sempre per \((1,1)\).
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Se la risposta è un decimale, usa la virgola (ad esempio \(0{,}125\)).
Test · Radicali e potenze
Una domanda alla volta, con esito immediato.
Logica e comprensione
Qui non contano le formule ma il ragionamento: capire che cosa segue davvero da certe premesse e che cosa no. È la parte del test in cui si perdono più punti per fretta — e quella in cui, con due o tre regole, si recuperano più in fretta.
Quantificatori e negazioni
Le parole «tutti», «qualche», «nessuno» sono trappole classiche, soprattutto quando vanno negate. La regola è una sola: la negazione di un'affermazione universale è esistenziale, e viceversa.
| Affermazione | La sua negazione corretta |
|---|---|
| Tutti gli X sono Y | Almeno un X non è Y |
| Nessun X è Y | Almeno un X è Y |
| Qualche X è Y | Nessun X è Y |
«Se… allora»: implicazione, necessario, sufficiente
Dall'implicazione «se A allora B» si può dedurre con certezza una sola cosa in più: la sua contronominale «se non B, allora non A». Le altre due «scorciatoie» sono errori con un nome.
| Da «se A allora B» e… | Si può concludere? |
|---|---|
| … A è vero | sì: B è vero |
| … B è falso | sì: A è falso (contronominale) |
| … B è vero | no (affermare il conseguente) |
| … A è falso | no (negare l'antecedente) |
Legata a questo c'è la coppia necessario / sufficiente. In «se A allora B», A è sufficiente per B (basta A perché ci sia B), e B è necessario per A (senza B non c'è A). Esempio: essere pari è necessario ma non sufficiente per essere divisibile per 4 — 6 è pari ma non multiplo di 4.
Simulazione · Diagrammi di Eulero-Venn
I sillogismi si risolvono con un disegno, non a parole. Scegli la relazione tra due insiemi \(A\) e \(B\): il diagramma mostra come si dispongono, e sotto trovi ciò che si può concludere con certezza e l'errore in cui è facile cadere.
Esercizi guidati
Serie numeriche e ragionamento: trova la regola e scrivi il numero che completa la sequenza.
Test · Logica e comprensione
Una domanda alla volta, con esito immediato.
Fisica
Al test la fisica è soprattutto meccanica: come si muovono i corpi (cinematica), perché si muovono (dinamica) e come si contabilizza tutto con l'energia. Poche leggi, ma da usare con le unità giuste — metà degli errori nasce lì.
Cinematica: descrivere il moto
La velocità è lo spazio percorso nell'unità di tempo; l'accelerazione è la variazione di velocità nell'unità di tempo.
| Moto | Velocità | Spazio |
|---|---|---|
| rettilineo uniforme (\(a=0\)) | \(v=\) costante | \(s=v\,t\) |
| uniformemente accelerato | \(v=v_0+a\,t\) | \(s=v_0\,t+\tfrac12 a\,t^2\) |
Dinamica: le tre leggi di Newton
- 1ª (inerzia): senza forze, un corpo resta fermo o si muove di moto rettilineo uniforme;
- 2ª (legge fondamentale): una forza produce un'accelerazione proporzionale, \(F=m\,a\) (in newton, \(1\ \text{N}=1\ \text{kg·m/s}^2\));
- 3ª (azione-reazione): a ogni forza corrisponde una forza uguale e contraria.
Lavoro ed energia
Una forza compie lavoro quando sposta il suo punto di applicazione: \(L=F\,s\) (se forza e spostamento sono paralleli), in joule. L'energia è la capacità di compiere lavoro; in meccanica contano due forme:
In assenza di attriti l'energia meccanica totale \(E_c+E_p\) si conserva: è il principio che spiega perché un oggetto che cade acquista velocità mentre perde quota.
Simulazione · Il grafico velocità-tempo
Imposta velocità iniziale \(v_0\), accelerazione \(a\) e durata \(t\): il grafico mostra la retta della velocità e, in evidenza, l'area sottostante, che è lo spazio percorso. Con \(a=0\) l'area è un rettangolo (moto uniforme); con \(a>0\) un trapezio (moto accelerato).
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Scrivi solo il numero, nell'unità indicata dal testo (con la virgola se serve).
Test · Fisica
Una domanda alla volta, con esito immediato. Controlla sempre le unità di misura.
Biologia
Dalla cellula — l'unità di tutti i viventi — al DNA che ne custodisce le istruzioni, fino alle leggi dell'ereditarietà. È la materia con più peso nei test sanitari: qui contano le idee chiare e i numeri giusti (46 cromosomi, appaiamento delle basi, rapporti di Mendel).
La cellula
Tutti gli organismi sono fatti di cellule, e ogni cellula proviene da un'altra cellula. Si distinguono in due grandi tipi:
- procariotiche (batteri): senza nucleo, il DNA è libero nel citoplasma;
- eucariotiche (animali, piante, funghi, protisti): con nucleo che racchiude il DNA e organuli specializzati.
| Organulo | Funzione |
|---|---|
| Nucleo | contiene il DNA e coordina l'attività cellulare |
| Mitocondri | producono energia (ATP) con la respirazione cellulare |
| Ribosomi | sintetizzano le proteine |
| Membrana cellulare | regola ciò che entra ed esce dalla cellula |
| Cloroplasti (piante) | svolgono la fotosintesi |
DNA, geni e sintesi delle proteine
Il DNA è una doppia elica formata da quattro basi azotate: Adenina, Timina, Citosina, Guanina. L'appaiamento è rigido — A con T e C con G — perciò le loro quantità sono uguali (regola di Chargaff): se l'adenina è il 30%, anche la timina è il 30%, e a citosina e guanina resta il 20% ciascuna.
Un gene è un tratto di DNA che codifica una proteina; l'informazione è letta a gruppi di tre basi (i codoni). Nella nostra specie il DNA è organizzato in 46 cromosomi (23 coppie) nelle cellule somatiche, e 23 nei gameti (cellule sessuali).
La genetica di Mendel
Ogni carattere è governato da coppie di alleli, uno dal padre e uno dalla madre. Un allele dominante (A) si manifesta anche se presente in copia singola; uno recessivo (a) solo in coppia. Si distingue perciò il genotipo (gli alleli, es. Aa) dal fenotipo (il carattere visibile).
Incrociando due eterozigoti \(Aa\times Aa\), la prole segue rapporti fissi, che il quadrato di Punnett rende evidenti:
Il carattere recessivo ricompare quindi nel 25% della prole. Costruisci tu gli incroci nella simulazione.
Simulazione · Il quadrato di Punnett
Scegli il genotipo dei due genitori per un carattere con allele dominante \(A\) e recessivo \(a\): la griglia combina i gameti e mostra la prole possibile, con i rapporti tra genotipi e fenotipi.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Quando la risposta è una percentuale scrivi solo il numero (ad esempio 25).
Test · Biologia
Una domanda alla volta, con esito immediato.
Chimica
Dall'atomo e dalla sua struttura alla tavola periodica, fino alla mole e alle reazioni. La chimica del test è fatta di conteggi precisi: protoni ed elettroni, elettroni di valenza, moli e coefficienti di bilanciamento.
L'atomo
Un atomo ha un nucleo con protoni (carica +) e neutroni (neutri), attorno a cui si muovono gli elettroni (carica −).
| Grandezza | Definizione |
|---|---|
| Numero atomico \(Z\) | numero di protoni: identifica l'elemento |
| Numero di massa \(A\) | protoni + neutroni: \(A=Z+N\) |
| Atomo neutro | elettroni \(=\) protoni \(=Z\) |
| Isotopi | stesso \(Z\), diverso numero di neutroni |
Il numero di neutroni si ricava per differenza: \(N=A-Z\). Un atomo di sodio con \(A=23\) e \(Z=11\) ha quindi \(23-11=12\) neutroni.
Tavola periodica e legami
Gli elementi sono ordinati per numero atomico crescente in periodi (righe) e gruppi (colonne). Gli elettroni del guscio più esterno sono gli elettroni di valenza e determinano il comportamento chimico. I gas nobili hanno il guscio esterno completo (l'ottetto, 8 elettroni; 2 per l'elio) e per questo sono inerti.
Gli altri atomi tendono a raggiungere l'ottetto legandosi:
- legame ionico: un atomo cede elettroni a un altro (metallo + non metallo, es. NaCl);
- legame covalente: due atomi condividono elettroni (es. \(H_2O\));
- legame metallico: gli elettroni sono liberi di muoversi tra gli ioni.
La mole e le reazioni
La mole è la quantità di sostanza che contiene un numero di particelle pari al numero di Avogadro, circa \(6{,}022\times10^{23}\). La massa molare \(M\) (in g/mol) è numericamente uguale alla massa atomica/molecolare, e lega massa e moli:
Nelle reazioni chimiche la massa si conserva (Lavoisier): gli atomi non si creano né si distruggono, si riorganizzano. Per questo le equazioni si bilanciano, mettendo davanti alle formule i coefficienti giusti perché ogni elemento abbia lo stesso numero di atomi a sinistra e a destra:
Simulazione · Il modello atomico a gusci
Scorri il numero atomico \(Z\) e osserva come si riempiono i gusci elettronici (2, poi 8, poi 8…). Gli elettroni sul guscio più esterno sono quelli di valenza: quando il guscio è pieno l'atomo è un gas nobile, stabile e inerte.
Esercizi guidati
Difficoltà crescente. Scrivi solo il numero richiesto (con la virgola se serve).
Test · Chimica
Una domanda alla volta, con esito immediato.